Cari melomani, come sapete la mia rubrica si occupa del rapporto tra storia e opera lirica, ma ogni tanto mi piace fare incursione anche in altri rami della musica classica. Quindi, in questo articolo, vi racconterò del “Requiem” del nostro amato Giuseppe Verdi.

La prima di questa composizione avvenne il 22 maggio 1874 presso la Chiesa di San Marco a Milano, e l’occasione fu data dalla celebrazione del primo anniversario della morte del celebre scrittore Alessandro Manzoni, deceduto il 22 maggio 1873.

Era sempre stato tra i desideri di Verdi comporre una Messa da Requiem. Già nel 1868, con la morte di Gioacchino Rossini, il compositore promosse una messa funebre in suo onore: tramite l’editore Ricordi, Verdi coinvolse nel progetto i più importanti compositori del periodo per scrivere insieme il “Requiem” da dedicare a Rossini; ogni artista avrebbe dovuto comporre un brano diverso della messa, ma il progetto fallì miseramente a causa delle rivalità e delle invidie. D’altra parte Giuseppe Verdi non si scoraggiò e continuò a lavorarci in maniera incostante fino a quando non si presentò l’occasione giusta per riprendere in mano il progetto: la morte di Alessandro Manzoni, avvenimento che scosse nel profondo l’animo dell’artista.

Ma cosa s’intende per Requiem o messa da Requiem? Nella tradizione cristiana il Requiem è la preghiera d’invocazione dei defunti, il cui nome deriva dalle prime parole che si pronunciano nella versione latina “Requiem aeternam dona eis, Domine”, mentre oggi si usa la versione italiana chiamata “L’eterno riposo”. Requiem è anche il nome che assume la messa associata alla celebrazione per i defunti nel mondo cattolico, ortodosso e protestante. Questa celebrazione si compone di diverse parti che sono rimaste invariate per secoli: introito (l’introduzione), graduale (che viene cantato dopo la prima lettura), tractus (il tratto, una serie di versi salmodici sempre cantati), sequenza (sempre un testo cantato, proprio della messa latina, che varia secondo la tipologia di celebrazione), offertorio (il momento della celebrazione eucaristica), infine antifona e responsorio (canti salmodiali dove il primo è la risposta al secondo).

 

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SUL MAGAZINE