Era capitato nel 1958 a Carla Fracci, nel 1970 a Liliana Cosi, nel 1986 a Oriella Dorella, nel 1991 ad Alessandra Ferri e nel 2007 a Svetlana Zakharova. L’8 novembre scorso è toccato a Nicoletta Manni, già Prima ballerina del Teatro alla Scala dal 2014.

 

La nomina di étoile è arrivata tutto sommato “a sorpresa” al termine della seconda recita di Onegin, quando durante gli applausi sono apparsi sul palcoscenico il sovrintendente del Teatro Dominique Meyer e il direttore del Corpo di ballo Manuel Legris, il primo conferendole la nomina ufficiale e il secondo porgendole un mazzo di rose bianche. La ballerina, visibilmente commossa, ha felicemente ringraziato il suo pubblico e il partner della serata Roberto Bolle, già étoile dal 2004.

La particolarità di questa nomina è avvenuta in palcoscenico – per così dire, “alla francese” – non convenzionale in tale modalità alla Scala.

Nicoletta Manni, classe ’91 e figlia di un’insegnante di danza salentina, approda alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala all’età di tredici anni, conseguendo il diploma nel 2009. Successivamente, sotto la direzione di Vladimir Malakhov, prende parte a tre stagioni dello Staatsballett di Berlino. Entrerà nel Corpo di ballo scaligero nel 2013, venendo nominata Prima ballerina l’anno successivo. Il 2023 si consacra l’anno del successo professionale e personale: non solo per la nomina conseguita di recente, ma anche per le nozze svoltesi a Galatina lo scorso 10 agosto col collega Timofej Andrijashenko, il quale le aveva chiesto la mano al termine di un gala all’Arena di Verona l’anno prima. Testimone di nozze della coppia è stato Roberto Bolle, che prima di altri ha saputo notare il talento di Nicoletta rendendola – già dal 2014 – una presenza quasi fissa nei suoi Bolle&Friends.

 

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SUL MAGAZINE