17 dicembre 2023

“Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi chiude la stagione d’opera 2023 del Teatro Filarmonico di Verona raccogliendo consensi piuttosto diffusi. La produzione è sicuramente riuscita e il buon livello artistico ha consentito al pubblico di passare una serata piacevole. Buona l’idea di riprendere lo storico allestimento del Teatro Regio di Parma in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, nato dal restauro delle scenografie di Giuseppe Carmignani del 1913, le cui immagini scorrono qui durante il preludio dell’opera, che però non si adatta alle moderne esigenze del teatro. Lo spettacolo risulta essere inevitabilmente piuttosto statico. Pochi e funzionali gli elementi in scena, qualche tavolo e sedia, nulla di più. Corretta la regia di Marina Bianchi – a fianco a lei Leila Fteita per il coordinamento spazio scenico e arredi – che aggiunge un’efficace scena di possessione demoniaca durante “Re dell’abisso affrettati”; molto eleganti e aderenti all’epoca storica di ambientazione dell’opera i costumi di Lorena Marin; funzionali le luci di Andrea Borelli.

Il successo della serata è senz’altro decretato dal cast di levatura internazionale, a partire dal Maestro Francesco Ivan Ciampa che ha guidato coro, orchestra e solisti con mano ferma e si è distinto per un intenso lirismo che ha attraversato tutta l’opera. L’orchestra risponde bene al maestro, che ricerca dinamiche e timbri: le sezioni sono compatte e si amalgamano perfettamente l’una con l’altra. Ottimo il coro sempre puntuale e musicale preparato da Roberto Gabbiani.

 

 

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