OperaLibera e OperaLife vi accompagnano, questo mese, all’inaugurazione di uno dei teatri di tradizione più interessanti e vivaci d’Italia: il Teatro Municipale di Piacenza.

“Temete, signor, la gelosia! È un’idra fosca, livida, cieca, col suo veleno sé stessa attosca, vivida piaga le squarcia il seno.” Con queste parole Arrigo Boito, librettista di Otello, ripropone i celebri versi di William Shakespeare. La gelosia, che per Marcel Proust è “[…] solo un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell’amore” è al centro del dramma di Shakespeare, musicato da Giuseppe Verdi nel 1887. Questo spettacolo nasce come coproduzione tra il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena, il Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, il Teatro Coccia di Novara e il Teatro Sociale di Rovigo.

Italo Nunziata sposta l’azione nell’Ottocento, una regia misurata la sua, minimalista, che sfrutta pochi elementi sul palco e le belle scene di Domenico Franchi. Il rosso, colore della passione, tinge i grandi pannelli mobili in scena. Uno spazio mentale, più che reale, come leggiamo nelle note di regia, uno spettacolo garbato che lascia il primo piano alla musica e al canto. Ben pensate le luci a cura di Fiammetta Baldisseri. Riuscitissimi i costumi del sempre bravo Artemio Cabassi che si ispirano alla moda del secolo decimo nono.

Ottimo il versante musicale dello spettacolo. Merito, senza dubbio, di un terzetto di protagonisti vocalmente ben amalgamato e scenicamente affiatato.

Si dice Otello, si legge Gregory Kunde. Il tenore americano vanta, infatti, una frequentazione ultra decennale con il personaggio del Moro di Venezia, ruolo con il quale ha raccolto diversi trionfi sui principali palcoscenici del mondo. Inevitabile, quanto inutile sottolineare il naturale impoverimento degli armonici in una vocalità dal timbro che non ha più la freschezza di un tempo. Ma è altrettanto strabiliante constatare l’infaticabile tenuta di una linea saldissima, che si dispiega nelle previste (e alquanto numerose) incursioni verso il registro acuto con facilità ed ampiezza impressionanti.

 

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