La recente uscita del film “Maria”, rappresentazione dell’ultima settimana di vita della celebre Maria Callas (interpretata da Angelina Jolie), è permeata dalla presenza di musiche e arie d’opera. Tutte quelle che hanno caratterizzato il percorso artistico della “divina” e che rimangono tuttora un riferimento per l’ascolto, ma anche per il ricordo di una tra le più grandi interpreti del Novecento.
Il rapporto tra opera/musica classica e cinema è un legame profondo che ha attraversato la storia della “settima arte” fin dai suoi albori. Prima dell’avvento del sonoro, i film muti erano spesso accompagnati da esecuzioni dal vivo di brani classici, capaci di amplificare le emozioni delle immagini e dare loro un senso di respiro drammaturgico. Con l’introduzione delle colonne sonore, la musica classica ha continuato a giocare un ruolo essenziale, diventando sia fonte di ispirazione per compositori contemporanei sia elemento integrato in iconiche sequenze cinematografiche.
Uno degli esempi più celebri di utilizzo della musica classica nel cinema è “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick. La scelta di brani come “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss e “Also sprach Zarathustra” di Richard Strauss conferisce un senso di grandiosità e mistero alla pellicola, rendendo la musica parte integrante della narrazione. Kubrick non fu il solo regista a sfruttare il potere evocativo della musica classica: in “Arancia Meccanica”, sempre sua opera, l’uso della “Nona Sinfonia” di Beethoven crea un contrasto inquietante con la violenza delle scene, rafforzando il senso di distorsione morale che permea il film. Nello stesso film vengono anche utilizzate celebri pagine di Rossini, come l’ouverture della “Gazza Ladra” o del “Guglielmo Tell”.