SPECIALE DANZA

 

Il marzo appena conclusosi è stato un gran fiorire di gala sparsi sul nostro territorio. Questa tipologia di spettacolo offre, in particolare al pubblico affezionato ai grandi nomi del balletto, l’opportunità di ammirare le straordinarie performance di danzatori di fama mondiale, che presentano una vasta gamma di stili e generi di danza all’interno di un’unica serata. Negli ultimi anni, nonostante le diverse organizzazioni a capo della gestione degli eventi, era però diventato usuale vedere nomi di danzatori “ricorrenti” nei gala italiani e, molto spesso, non variavano poi neanche così tanto le proposte nei programmi. C’è stato invece da ricredersi nell’ultimo mese. 

Il 14 marzo scorso, al Teatro Carlo Felice di Genova, si è svolta la terza edizione del “Gala Pas de deux”, una rassegna unica curata dal genovese Jacopo Bellussi, Principal dancer del Balletto di Amburgo. Impegnato da sempre nella “riqualificazione ballettistica” del suo territorio; da quest’anno egli sarà direttore artistico del Festival di Nervi. La serata genovese, dunque, è stata sorprendente per la proposta dei pezzi, non usuali nei vari gala. Un unicum per uno scopo nobile, dal momento che il ricavato è stato devoluto in beneficenza per l’Associazione Piccoli Cuori dell’Ospedale Gaslini. Le grandi stelle sull’imponente palco del Carlo Felice sono pervenute un po’ da tutta Europa: in primis dal Balletto di Amburgo, la compagnia di John Neumeier. Accanto a Bellussi, Ida Praetorius e Christopher Evans – tutti Principals ad Amburgo – impegnati nel Pizzicato Polka e nel lacerante passo a due di Sylvia di Neumeier. Dal Royal Ballet di Londra sono approdati Yasmine Naghdi e Nicol Edmonds, perfetti interpreti del noto duetto di Qualia, coreografia di Wayne McGregor. Apici delicati e sognanti si sono toccati nell’icastico bacio del passo due di Le Parc di Angelin Preljocaj (Maria Baranova, Jinhao Zhang) e Rhapsody di Frederick Ashton (Beatrice Parma, appena nominata Prima Ballerina al Birmingham Royal Ballet e Max Maslen), balletto tecnicamente arduo sulle immense note di Rachmaninov creato nel 1980 per celebrare i cento anni della regina madre.

 

 

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