È aprile, la primavera si avvicina. La stagione degli amori, del caldo, del bel tempo, le nevi si sciolgono per lasciare spazio ad una nuova fioritura e alla semina dei campi. Insomma, questo è un periodo di rinascita considerato in tutte le culture. In questo articolo, però, ho deciso di parlarvi non di un’opera lirica a tema primavera, bensì di un balletto. Forse ai più sarà chiaro di quale balletto mi accingo a scrivere, ma è comunque bene fornire qualche informazione: “La sagra della primavera” (titolo originale francese “Le Sacre du printemps”) è un balletto con musica del compositore russo Igor’ Fëdorovič Stravinskij, andato in scena per la prima volta a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées il 29 maggio 1913.

Questo balletto non ha una vera e propria trama, ma è diviso in scene che rimandano alla ritualità pagana russa di celebrazione della primavera. La prima parte, l’Adorazione della Terra (L’adoration de la Terre), presenta 7 scene: un’introduzione orchestrale; la celebrazione della primavera su delle colline con l’arrivo di un’anziana che predice il futuro; l’arrivo delle ragazze al fiume che iniziano a danzare come rapite dalla situazione; sempre le stesse ragazze ballano il Khorovod (un’antica forma di ballo slava); il popolo si divide in due gruppi e inizia un rituale di combattimento sempre danzando; viene introdotta una processione di saggi che benedicono la terra; questa parte si chiude con la gente che interrompe la sua danza e diventa tutt’uno con la terra. La seconda parte ha meno scene: delle ragazze iniziano a camminare in cerchio e si impegnano in giochi misteriosi; una delle giovani viene scelta come la predestinata e viene onorata; le ragazze danzando invocano gli antenati; la prescelta è affidata ai saggi; infine la giovane eletta danza fino alla morte per compiere il rito della primavera.

Questa struttura del balletto, come potete immaginare, esce dai canoni fino ad allora vigenti e suscitò grande scandalo. Perciò, vediamo qual è la storia della sua composizione.

 

 

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