Il mondo della lirica è per me una continua scoperta e l’opera di cui vi voglio raccontare in questo mio contributo è, tanto per cambiare, sconosciuta ai giorni nostri quanto interessante sotto vari punti di vista.

Vi parlerò di “La Esmeralda”, della compositrice francese Louise Bertin su libretto di Victor Hugo, andata in scena per la prima volta il 14 novembre 1836 all’Opéra Le Peletier di Parigi. Iniziamo con la trama che come potete immaginare è molto simile al romanzo dello stesso Hugo “Notre-Dame de Paris”.

Siamo a Parigi, metà Quattrocento, nella famosa “corte dei miracoli” dove si sta celebrando il carnevale. Fra canti e balli entra in scena l’avvenente Esmeralda che subito ruba il cuore di Frollo, arcidiacono della Cattedrale di Notre-Dame, che guarda la scena di nascosto. Durante i festeggiamenti Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale, viene incoronato Re dei Folli; la celebrazione viene interrotta da Frollo che istiga Quasimodo a rapire la giovane che viene salvata dal capitano degli arcieri del re, Phoebus e tra i due nasce un’attrazione profonda tanto che il cavaliere le regala una sciarpa. Nel secondo atto, Quasimodo viene messo alla gogna per il tentato rapimento. La giovane prova pietà per lui e gli dà da bere. La scena cambia e ci ritroviamo alla festa di fidanzamento tra Fleur de Lys de Gondelaurier e Phoebus. Durante la celebrazione il capitano pensa a Esmeralda e non può farne a meno, visto che la ragazza balla sotto le finestre del palazzo della festa e si esibisce con la sciarpa donatale dall’uomo. Fleur de Lys, riconoscendo l’indumento, inorridisce.

 

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