Cari lettori, siamo contenti oggi di poter chiacchierare un po’ con Vittoria Valerio, ballerina solista del Teatro alla Scala di Milano. Nata a Palermo nel 1985, si diploma nel 2005 presso la Heinz-Bosl-Stiftung di Monaco di Baviera. Successivamente approda al Wiener Staatsoper, a Dortmund (Germania) e a Zurigo. 

 

Cara Vittoria, grazie per essere qui. Cominciamo dagli inizi: come ti sei avvicinata alla danza?

A Monreale (PA), dove sono cresciuta, mia madre aveva iscritto mia sorella in una scuola di danza privata, così le chiesi di andare anche io. Quindi mi iscrisse: io continuai… mia sorella no. Successivamente entrai nei “Piccoli danzatori del Teatro Massimo”, per poi proseguire a studiare in una scuola a Palermo.

 

Quando hai capito che nella vita avresti voluto fare la ballerina?

Non c’è stato un momento preciso: dentro di me ho sempre voluto fare la ballerina. Anche da piccola ogni giorno volevo – e dovevo – andare danza. In seguito a un concorso sono poi stata selezionata per entrare in Accademia a Monaco di Baviera, un’istituzione con una didattica veramente completa. È stato un periodo molto bello.

 

Che impatto hanno avuto sulla tua formazione e nella carriera gli anni di studio a Monaco e tutte le esperienze successive a Vienna, in Germania, in Svizzera…?

Durante l’ultimo anno dell’Accademia partecipai a una Bayadère con la Compagnia del Bayerische Staatsballett, fu una produzione e un’esperienza meravigliosa. Poi sono andata a Vienna per un anno, ma al tempo necessitavo di una realtà un po’ più piccola, allora ho optato per   dove ho potuto danzare un repertorio molto eterogeneo. Dopo quell’esperienza mi sentivo pronta per approdare a Zurigo, dove ho potuto focalizzarmi maggiormente in balletti più neoclassici.

 

 

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