Care lettrici, cari lettori del magazine, abbiamo la fortuna di intervistare in questo numero un direttore d’orchestra. Classe 1993, a poco più di trent’anni è già un direttore affermato e apprezzato, ha diretto importanti orchestre e si è esibito su alcuni dei più importanti palcoscenici d’Italia e d’Europa. Risponde alle nostre domande il Maestro Michele Spotti, nostro artista di copertina per questo mese. Cosa aspettiamo? Iniziamo subito!

 

Com’è noto, la tua formazione musicale inizia con il diploma in violino a cui hai poi aggiunto lo studio della direzione d’orchestra, sotto gli insegnamenti di Daniele Agiman. Cosa ti ha spinto ad andare oltre lo studio del singolo strumento per addentrarti nella partitura orchestrale?

In realtà, la passione per la direzione d’orchestra è stata abbastanza primordiale. Ho accompagnato, parallelamente allo studio del violino, anche quello del pianoforte e della composizione grazie alla lungimiranza dei miei genitori, i quali ci tenevano a darmi una formazione musicale completa che mi permettesse poi di affrontare il mio mestiere nella migliore maniera possibile. Il violino è stato sicuramente fondamentale per me, perché mi ha permesso innanzitutto di imparare un metodo di studio, e poi perché mi ha portato a lavorare in orchestra, consentendomi di coglierne gli aspetti più intimi e di risolvere i problemi in maniera più pragmatica.

 

Se si sfoglia la tua biografia, ci sono vari nomi che non passano inosservati. Oltre ad Agiman, anche altri direttori autorevoli hanno avuto un ruolo nel tuo apprendimento e nei primi passi nel mondo della direzione d’orchestra. Tra questi, Alberto Zedda, Gianandrea Noseda, Gianluigi Gelmetti e Daniele Gatti: qual è l’insegnamento più prezioso che ti hanno trasmesso?

Ogni insegnante con cui ho studiato è stata una fonte di ispirazione per formare dei mattoni che fossero la base per costruire la mia identità musicale. Se devo essere sincero, una delle mie “fortune” è quella di aver avuto una pluralità di insegnamenti, in modo tale da creare un’idea personale di stile direttoriale.

 

 

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