A farci compagnia in questo numero di OperaLife abbiamo un mezzosoprano dalla carriera estremamente fortunata. Ha avuto la fortuna di aver cantato in giro per tutto il mondo, condividendo il palco con alcuni degli artisti più apprezzati degli ultimi decenni. È con noi il mezzosoprano Loriana Castellano.

 

Partiamo dalle origini. Qual è la scintilla che ti ha fatto avvicinare al canto lirico?

Più che di scintilla parlerei di “fiammifero”! Mio padre un giorno a pranzo mi disse: ”Oggi ho conosciuto un tenore e alle 15.30 vuole ascoltarti. Ti piacerebbe studiare canto?”

Avevo 18 anni e frequentavo il liceo classico. La mia risposta fu subito “Sì, che bello!”, ma mai avrei creduto di imbattermi nello studio del canto lirico, in quelle melodie verbalmente incomprensibili! La parola “canto” per me era solamente associata alla musica leggera: infatti a quella prima audizione portai “La cambio io la vita che” di Patty Pravo.

 

Come descriveresti la tua vocalità e com’è stato il processo di educazione della tua voce? 

La mia vocalità di mezzosoprano nasce con una “facilità” nel repertorio di coloratura, laddove per “facile” non intendo un approccio “naturale” in cui l’istinto e la musicalità ne fanno da padrone. Grazie alla mia prima insegnante, ho capito come eseguire le agilità tecnicamente e poi, con lo studio costante, ho iniziato a divertirmi e a prenderci gusto! Inizialmente non riuscivo a cantare due quartine di semicrome di fila! Col tempo il corpo cambia, le nostre sensazioni, percezioni del suono cambiano e, di conseguenza, bisogna anche capire e modificare ciò che prima a volte ti sembrava semplice da eseguire e poi improvvisamente non lo è più. Non parliamo poi dello studio e delle produzioni durante entrambe le gravidanze o successivamente i due cesarei…insomma non è stato facile; ci è voluto davvero tanto impegno e costanza. Il nostro strumento sono due micro muscoli che vanno sempre tenuti in allenamento.

 

In che modo, secondo te, bisognerebbe avvicinare i giovani al teatro?

Sicuramente andrebbero avvicinati da piccoli, ma questo è un discorso educativo più ampio, difficile da poter sintetizzare in poche righe. I giovani di oggi sono attratti da ciò che è “leggero”, “non pesante”, da ciò che è più in superficie…non sono tutti superficiali. Magari si potrebbero attirare offrendo loro un aperitivo incluso nel biglietto (lato leggero) e da lì portarli nel profondo di un mondo dalla bellezza indicibile, tutta da scoprire e imparare ad amare.

 

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