Cari lettori, siamo felici oggi di parlare con Lorenzo Lelli, ballerino – Sujet – dell’Opéra di Parigi. Milanese, ventenne, diplomato alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, è ad oggi una delle giovani promesse della prestigiosa istituzione parigina. Molto saldo nella tecnica e dalla fisicità slanciata, ha in sé tutte le caratteristiche del Danseur noble: difatti ha da poco debuttato nel ruolo del Principe Desirée ne “La Belle au bois dormant” di Rudolf Nureyev all’Opéra Bastille.
Lorenzo, grazie per essere qui. Partiamo dagli inizi: com’è nata la tua passione per la danza?
Mi è venuta voglia di fare danza perché mio fratello faceva karatè, e prima di una sua dimostrazione in un teatro facevano una piccola esibizione di danza. Così mi sono incuriosito e ho voluto provare e a sei anni i miei genitori mi hanno iscritto in una scuola di danza in Abruzzo, dove da Milano ci eravamo trasferiti.
Poi come sei arrivato alla Scuola di Ballo della Scala?
A nove anni la mia maestra mi suggerì di fare un provino per l’Accademia della Scala. Lo feci e dopo il mese di prova venni preso al Primo corso.
Come sono stati i tuoi anni all’Accademia?
Il primo anno è stato abbastanza duro, ero distante dalla famiglia (anche se la parte di mia mamma vive a Milano) e mi mancavano i miei nonni paterni, ma credo che sia così un po’ per tutti. Poi dal secondo anno sono entrato in convitto, e vedevo i miei genitori solo qualche fine settimana. Proseguendo il mio percorso ho partecipato a tutti gli spettacoli dell’Accademia, facendo anche il principe ne “Lo Schiaccianoci” di Frédéric Olivieri, il nostro direttore, quando ero all’ultimo anno. Dopo il lockdown mi sono diplomato, portando la mazurca da “Suite en Blanc” di Serge Lifar.