Cari lettori, è con grande piacere che in questo numero vi presentiamo Linda Giubelli, ballerina solista del Teatro alla Scala di Milano, un giovane gioiello “tutto scaligero”. Nata a Padova nel 2000, Linda vive l’infanzia con la sua famiglia nella suggestiva isola di Murano, dove il padre e lo zio sono Maestri vetrai. La sua passione per la danza nasce quindi a Venezia, città in cui muove i primi passi nello studio della danza classica, prima di essere ammessa alla prestigiosa Scuola di Ballo della Scala. Nel 2019 entra a far parte della Compagnia del Teatro, distinguendosi rapidamente fino a ottenere, nel 2022, la nomina a solista. Oggi Linda pare proprio essere una delle ballerine più promettenti della nuova generazione: un’artista in piena ascesa, capace di affrontare già alcuni grandi ruoli del repertorio con tecnica solida, eleganza naturale e un aplomb impeccabile.

 

Linda, benvenuta! Per cominciare, come hai mosso i primi passi nella danza?

Da bambina ero un vero terremoto! In realtà ho sempre ballato… mi sarebbe piaciuto diventare una ballerina o una ginnasta. Ho iniziato a studiare danza in una scuola privata a Murano, poi, a undici anni, sono entrata alla scuola Diaghilev di Francesca Siega a Venezia. Francesca non mi ha insegnato solo la tecnica, è stata una vera maestra di vita. Grazie a lei abbiamo viaggiato tanto, partecipando a stage e concorsi: eravamo un gruppo unito e pieno di entusiasmo! È stata proprio lei a dirmi che, se volevo davvero fare la ballerina, dovevo lasciare Venezia. Così, a sedici anni, ho cominciato a fare audizioni in varie accademie europee: a Monaco, a Berlino… Ma alla fine ho scelto la Scuola di Ballo della Scala: era più vicina a casa e l’ambiente mi aveva colpito molto.

 

E come sono stati gli anni dell’Accademia e le esperienze che ne sono derivate?

È stato strano cambiare città! Abituata agli spostamenti in giro per Venezia, ritrovarmi fissa a Milano è stato fin da subito tutto più comodo. Ho un carattere abbastanza forte per cui non ho avuto problemi ad integrarmi dal VI corso. Anche perché abbiamo fatto delle tournée pazzesche con la Scuola: siamo stati in Libano, ad Abu Dhabi, a San Pietroburgo, a Tokyo con titoli come “Schiaccianoci”, “Stravaganza”, “In the Middle, Somewhat Elevated”. Sono state esperienze che per me hanno fatto la differenza, perché ovviamente la gavetta ti permette di entrare più facilmente nel mondo del lavoro, permettendoti di confrontarti fin da subito con aiuto coreografi di altissimo livello.

 

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