A farci compagnia in questo numero di OperaLife è il soprano Letizia Bertoldi, astro nascente della lirica. Contestualmente al canto lirico si cimenta anche in brani crossover/pop. Ha recentemente debuttato al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro Verdi di Trieste ne “Il flauto magico” di Mozart e ha partecipato al concorso AsLiCo.

Partiamo dalle origini. Qual è la scintilla che ti ha fatto avvicinare al canto lirico?

La vera e propria scintilla è stata per me il flauto traverso portato a scuola dall’insegnante delle elementari quando avevo circa sette/otto anni. Rimasi sbalordita di come da uno strumento del genere potesse nascere un suono così ammaliante. Dato che quella lezione mi emozionò particolarmente, chiesi subito a mia mamma di farmi studiare flauto traverso. Mi iscrissi alla scuola Leonard Bernstein di San Giovanni in Persiceto e dopo qualche anno l’insegnante di canto di quella scuola mi sentì cantare e insistette molto perché io cominciassi a prendere lezioni di canto. Durante le nostre lezioni notò in me una predisposizione naturale ad un’impostazione vocale lirica e così mi preparò per l’esame al pre-accademico di Conservatorio. Sicuramente il flauto ha dato un grandissimo contributo, poiché mi aveva già insegnato come emettere correttamente il fiato per cantare, e senza di esso non avrei scoperto questa predisposizione naturale al canto lirico.

 

Qual è, invece, la scintilla che ti ha fatto avvicinare al canto pop?

In realtà non c’è stata una vera e propria scintilla. Dopo aver messo da parte l’esperienza del Conservatorio ed aver iniziato il mio percorso di studio di canto assieme ad Opera School, e alla mia attuale insegnante Patrizia Orciani, all’interno della scuola si è voluta aprire una sezione di canto pop per permettere agli studenti di approfondire sia la tecnica vocale del canto lirico, sia quella del canto pop. Ammetto che non avevo mai studiato canto pop, ma mi ero sempre dilettata a cantare per hobby e per svago. Essendo molto curiosa ho iniziato così a studiare assieme a Nicole Di Patrizio. Devo dire che mi si è aperto un mondo che mi era completamente sconosciuto che mi ha entusiasmata e spronata a portare avanti anche questa strada. Questo mondo ha una particolarità che mi ha affascinata molto, ossia la possibilità di mettere nero su bianco le proprie emozioni tramite il cantautorato. Sapevo di non esserne pienamente in grado e l’input che mi ha spronata nel lanciarmi in tutto questo è stato Amici. Senza partecipare a quel programma televisivo e senza la possibilità di crescere tramite quella scuola e i loro incredibili vocal coach, probabilmente oggi non starei lavorando sul mio progetto musicale e sulle mie canzoni. Inoltre, è fondamentale tenere presente che vedo e voglio vedere la musica come un tutt’uno e nessuno dovrebbe incasellarla a compartimenti stagni. Per questo scelgo di non essere solo una o l’altra cosa, ma identificarmi sia come cantante lirica che come cantautrice.

 

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