Amici e amiche di OperaLife, a farci compagnia in questo numero del magazine troviamo un tenore la cui splendida voce ha ricevuto numerosi applausi in Italia e all’estero. Francesco Demuro vanta infatti un repertorio interessante, il cui fulcro è l’Ottocento, rappresentato dai ruoli belcantistici di Bellini e Donizetti e quelli verdiani. Siamo davvero lieti di poter conoscere più approfonditamente questo magnifico artista. 

 

Partiamo sempre dall’inizio: come ti sei avvicinato al mondo della musica e in particolare al teatro operistico? 

Non mi sono avvicinato, sono nato cantando e la musica fa parte della mia esistenza dalla nascita. Mia madre mi racconta sempre che all’età di due anni già cantavo nella culla. Ho iniziato a lavorare e vivere di musica dall’età di 10 anni, prima con i canti folk della Sardegna, e a tarda età, a ventinove, la lirica mi ha rapito.

 

A che età il debutto e in che ruolo? Che emozioni ricordi? 

Il mio agente di sempre Gianluca Macheda mi ha scoperto in Sardegna, a Sassari, durante una “Tosca”, dove io ero cover senza recite, solo per vedere come funzionavano le cose nel teatro d’opera avevo messo su il ruolo. Feci un’audizione per Gianluca e mi propose subito di rappresentarmi in quel mondo. Ovviamente accettai e iniziai a fare audizioni. A Parma avvenne il mio debutto, proprio a casa di Verdi e dei melomani più appassionati, con “Luisa Miller”, un ruolo tosto e non del mio repertorio che cantai con la mia voce e mi fece conoscere al pubblico dell’opera. Isotta scrisse di me cose molto belle e da lì partì la mia carriera: posso dire senza gavetta perché da lì in poi ho calcato tutti i più grandi teatri del mondo, in compenso però avevo alle spalle 20 anni di canti folk che mi hanno forgiato voce e carattere.

 

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