Siamo felici di avere come ospite una delle più importanti personalità del mondo della lirica, uno dei più grandi esperti rossiniani, cantante e scopritore di talenti: Ernesto Palacio. Dotato di una voce tenore lirica insolitamente bella, acuta e agile, ha svolto un ruolo significativo nel Rinascimento rossiniano del XX secolo ed era noto anche per le sue interpretazioni di Donizetti, Bellini, Mozart e Cimarosa. Si è ritirato dalle scene nel 1998, ma è rimasto legato al mondo dell’opera come agente artistico di diversi importanti cantanti, tra cui Juan Diego Flórez ed Elīna Garanča. Palacio prepara giovani artisti per il lavoro sul palcoscenico, lavorando con teatri come il Teatro Real di Madrid e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. È stato membro delle giurie di diversi concorsi di canto. Il governo del Perù, sua terra d’origine, ha nominato Ernesto Palacio “Comendador” dell’Ordine per meriti speciali (“Orden por Servicios Distinguidos”). Attualmente è sovrintendente del Rossini Opera Festival e dell’Accademia Alberto Zedda di Pesaro.
Tenore, manager, scopritore di talenti e sovrintendenti; lei è una delle figure più complete del mondo del teatro. Com’è cambiata la sua visione d’artista a direttore artistico e Sovrintendente? Qual è il cambio di approccio?
Sicuramente un cambio di approccio c’è stato. Prima cercavo i contratti e dura do i contratti (ride). Ovviamente le esperienze precedenti mi hanno permesso di avere una visione globale del teatro, e poter quindi cambiare il mio ruolo conoscendo le dinamiche degli artisti. Quindi sono sicuro che il mio cambio di approccio dovuto all’esperienza mi abbia dato un bagaglio sufficientemente grande per ritrovarmi oggi, non solo in questo ruolo, ma empatizzare e comprendere al massimo tutte le sfaccettature.
Lei durante la sua carriera, ha cantato in prevalenza il belcanto; ma la domanda che si fanno tutti quando lo affrontano è: come deve essere cantato il belcanto e Rossini nello specifico?
Il belcanto richiede delle regole particolari, come il buon gusto. Credo che sia molto interessante confrontarlo con il verismo ed analizzare le contrapposizioni; perché, come abbiamo detto, ha le sue regole. Il belcanto poi è ritornato in maniera preponderante, grazie ad artisti che lo hanno portato ai massimi livelli come Maria Callas, Montserrat Caballé e grandissimi che hanno contribuito a renderlo interessante ed importante ai giorni nostri. Nella specifica di Rossini, questo compositore non è l’unico che fa parte del belcanto, ma abbiamo anche Donizetti, Bellini e perfino il primo Verdi va cantato con le caratteristiche del belcanto. Rossini però ha un approccio ancora indifferente, perché occorrono delle caratteristiche specifiche per relazionarsi con questo stile.