A farci compagnia in questo numero di OperaLife è il soprano Danielle De Niese. È stata la più giovane cantante ad essere stata accettata nel prestigioso Lindemann program per giovani artisti. Il suo repertorio spazia da Händel a Mozart, e da Rossini a Verdi, fino ad arrivare al musical. Andiamo a conoscerla!

 

Benvenuta ad OperaLife Danielle! Partiamo dalle origini: qual è stata la scintilla che ti ha fatto avvicinare al canto lirico? 

La prima scintilla che mi ha fatto innamorare del canto lirico fu la mia prima lezione di canto all’età di otto anni. Nonostante avessi già iniziato lezioni di musical, i miei genitori presero la saggia scelta di trovarmi un’insegnante di musica classica che potesse darmi delle solide basi di tecnica vocale. Fu in quelle prime lezioni – dove cantai Bach, Haydn, Gounod, i vocalizzi Vaccaj e anche di Viardot – che mi resi conto che la mia capacità di produrre questo suono classico naturale e organico era una cosa molto speciale, e così decisi che sarei voluta diventare una cantante lirica!

 

Qual è stata l’opera lirica da te interpretata che ti ha regalato le emozioni più intense sul palcoscenico e perché?

Ce ne sono stati tanti di ruoli per cui ho un tenerezza speciale. Al primo posto però metto Cleopatra del “Giulio Cesare” di Händel, un ruolo che è stato con me dai miei anni di adolescenza fino al presente. Questo ruolo lo debuttai in Europa al Netherlands all’età di 21 anni e l’ho portato a Parigi, Bruxelles, Chicago, New York. Non posso non citare poi il mio debutto a Glyndebourne nella nuova produzione di David McVicar che è stato un debutto iconico, in una produzione iconica, e che mi ha lanciato su un altro livello. La musica di Cleopatra vive dentro di me: lo spirito, il carattere, l’essenza del personaggio storico, la strategia, l’intelligenza, l’emozione.

A volte ho la sensazione che io e Cleopatra siamo una singola persona.

 

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SUL MAGAZINE