A farci compagnia in questo numero di OperaLife è il soprano Claudia Pavone. Diplomata con lode al Conservatorio di Castelfranco Veneto, vince numerosi concorsi internazionali. Debutta nel 2014 nel ruolo di Gasparina in “Il Campiello” di Wolf-Ferrari. Il suo incontro con Riccardo Muti segna l’inizio della sua carriera operistica, interpretando Violetta ne “La Traviata”. Ha calcato i palcoscenici di teatri prestigiosi come La Fenice, l’Opera di Roma e il San Carlo di Napoli. Ha interpretato ruoli in opere di Verdi, Bellini, Puccini e Mozart, esibendosi anche in numerosi paesi. 

 

È un piacere averti qui con noi oggi. Per iniziare, come è nata la tua passione per il canto lirico? Com’è stata la tua esperienza iniziale nel coro Pueri Cantores di Vicenza?

Avevo cinque anni quando la mia famiglia mi portò a Vicenza (prima abitavamo in Sicilia; entrambi i miei genitori sono della provincia di Agrigento). Sono cresciuta in un palazzo della fine del Settecento, in centro storico. Allora eravamo in affitto, e la proprietaria di casa abitava nel piano nobile dello stesso palazzo. Un giorno andai a trovarla, incuriosita dalla sua figura esile, sempre ben vestita, con i lunghi capelli bianchi raccolti a banana. Era sola, viveva con la dama di compagnia, e così, dopo i primi convenevoli, mi portò nel “salone della musica”. All’interno c’era un pianoforte Steinway & Sons gran coda, con i tasti in avorio. Io ne rimasi affascinata e, da quel giorno, iniziai a prendere lezioni di pianoforte. Fu così che ricevetti i primi complimenti per la musicalità e l’intonazione. Questo fu il mio primissimo approccio alla musica. Da lì, il destino mi fece incontrare alle scuole elementari il Mº Roberto Fioretto, che subito mi propose di entrare a far parte del suo coro di voci bianche, i “Pueri Cantores di Vicenza”. Iniziai sin da subito a esibirmi in concerto, cantando musica sacra barocca. Quelli nel coro furono gli anni più belli: cantavo, stavo in compagnia di bambini della mia età uniti dalla stessa passione, si viaggiava molto, incidevamo vari dischi… Insomma, un sogno. Tutt’oggi non smetto di ringraziare il Mº Roberto Fioretto per avermi trasmesso il rispetto per l’arte, l’amore e la passione per la musica e per avermi dato un metodo di studio che tutt’oggi mi aiuta.

 

Congratulazioni per il tuo debutto all’Opéra national du Capitole! Come ti senti riguardo a questa importante tappa nella tua carriera?

Ho debuttato all’Opéra National du Capitole di Tolosa già due anni fa, con “La Traviata”. Ricordo la sera della prima recita come fosse ieri: il pubblico francese, decisamente composto, non ha nemmeno lasciato che l’orchestra suonasse gli ultimi accordi dell’opera, che esplose letteralmente in un applauso scrosciante. Il sipario si chiuse e il direttore di palco mi fece uscire a sipario chiuso. Aprii gli occhi e, davanti a me, tutto il pubblico si alzò in piedi. È stata un’emozione che mi ha mozzato il fiato. Al termine della recita, il direttore artistico mi propose subito di debuttare con un grande titolo, ovvero “Norma”, e pochi giorni dopo anche Cleopatra nel “Giulio Cesare in Egitto” di Händel. E, dopo due anni da quella proposta, eccomi qui. Ho concluso le recite di Giulio Cesare il 2 marzo e ora sono impegnata nelle prove di “Norma”, che debutterò il 28 aprile.

 

 

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