Ci ha lasciato Andrea Ceraso

Il giovane direttore d'orchestra è morto ad appena 39 anni. Le cause di morte non sono state rese note.

Diplomato in pianoforte e in direzione d’orchestra presso il Conservatorio di S. Cecilia in Roma, i suoi studi proseguirono e si perfezionarono con l'aiuto di vari maestri, come Fausto Di Cesare, Antonio Scarlato e Marco Angius
Tra le sue iniziative ricordiamo la fondazione dell’Ensemble Miroirs, la direzione musicale del progetto “She Lives – Contemporary music is music” e la realizzazione del Sistema Abreu in Italia. Ha partecipato inoltre a vari concerti internazionali, oraganizzati da associazioni come il Festival Nuova Consonanza e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

 

Dario Medaglia

ph. Credits: Slipped Disc

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Il Coro Lirico Siciliano: ambasciatore del "Belcanto" nel mondo

 
L'istituzione corale realtà affermata nel panorama nazionale e internazionale


Il Coro Lirico Siciliano (INTERNATIONAL OPERA AWARDS 2017) è una realtà che in pochi anni si è affermata nel panorama musicale, teatrale, operistico e sinfonico.

La particolare cura della vocalità e del gusto e la versatilità dei componenti l'organico, permettono di affrontare sia il ricercato ed esigente repertorio sinfonico e sacro che il robusto repertorio lirico tradizionale.

Formato da Artisti del Coro provenienti da tutta la Sicilia esegue concerti, spettacoli, opere liriche con ottimo successo di pubblico e critica e viene regolarmente scritturato nei teatri presenti sul territorio nazionale e internazionale

L’intensa attività concertistica si sposa con quella culturale: in tal senso si è intrapreso un intenso lavoro di ricerca, valorizzazione ed esportazione dell’arte siciliana a livello nazionale e internazionale nonché riscoperta dei più importanti autori siciliani con l'esecuzione di opere meno note o inedite di P. Mandanici, P. Vinci, G. Pacini, V. Moscuzza, F. P. Neglia, A. Pepoli ("Mercedes", opera realizzata in prima mondiale), V. Bellini (in particolare “Zaira”, con la straordinaria partecipazione di alcuni interpreti del cast originale della prima mondiale assoluta del 1976 e alcune opere sacre del periodo giovanile belliniano: Le litanie pastorale alla Vergine; il Tantum ergo e genitori, etc). Di Zaira ha curato per il “Bellini Festival” la versione filologica, presentata a Catania presso il Teatro Greco Romano nel settembre del 2012.

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A tu per tu con… Madama Butterfly!

Signore e signori, oggi è qui con noi un ospite speciale che, con la sua storia, ha conquistato il cuore di milioni di spettatori. È con immenso piacere che vi presentiamo la bella e dolce Madama Butterfly!

1) Konnichiwa Madama Butterfly, grazie per aver accettato il nostro invito. Prima di iniziare l’intervista, ci tenevo a esprimerle il mio apprezzamento: nonostante la sua giovane età, ha avuto la forza di andare incontro al suo destino con grande dignità. Immagino non sia stato facile affrontare un percorso di questo genere.

Konnichiwa [Sorride]. Grazie a voi per avermi invitato e, per favore, dammi del tu, siamo entrambe giovani in fondo. Inoltre, se non ti dispiace, vorrei essere chiamata Cho Cho-san, preferisco così. Madama Butterfly non lo uso più da molto tempo. Ti ringrazio anche per i complimenti, ma il mio percorso in realtà non è stato diverso da quello di molte altre donne giapponesi. Molte di noi hanno vissuto la stessa storia, con un epilogo più o meno simile. Erano altri luoghi, altri tempi, c’era un’altra cultura agli albori del XX secolo. Si diventava adulti molto presto e alla mia età eri già una donna formata, consapevole del tuo ruolo all’interno della società. Vedo che adesso, invece, i tempi sono cambiati soprattutto in Occidente, diventate maturi molto tardi e avete una visione della vita molto diversa da allora.

2) La diversità culturale è sicuramente un tratto distintivo delle opere ambientate in terre per noi lontane. Usi, costumi, società, ognuno di questi elementi ha un fascino quasi esotico per chi le osserva dall’altra parte del mondo. Credi che il mito dell’Oriente abbia contribuito al successo della tua storia?

Penso di sì, l’Estremo Oriente è sempre stata una terra di grande fascino. Dal secolo scorso il Giappone è stato meta di grandi viaggi alla scoperta dell’ignoto, del Paese che si trova alla fine del mondo, che ha al suo interno un’aura di mistero così forte che rende costumi e tradizioni lontane irresistibili. Ho saputo che ci sono molte persone che passano la vita sognando di venire a vivere qui, immagino che dipenda dal fatto che si desidera sempre ciò che non si ha o che non si conosce. La mia storia, però, dimostra che il Giappone non è stato meta solo di viaggi di piacere, ma anche di conquista, di incontri con altre culture che, come nel mio caso, molto spesso hanno preso senza dare.

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Una regina all’Opera

Gioacchino Rossini debuttò, a soli 23 anni, al Teatro San Carlo di Napoli il 4 ottobre 1815 con Elisabetta regina d’Inghilterra, il libretto fu scritto dal poeta ufficiale del teatro Giovanni Schimdt. Per il debutto il giovane compositore elaborò una cosiddetta “opera centone”, cioè riutilizzò, per buona parte della partitura, brani già scritti per lavori precedenti, alcuni utilizzati e altri lasciati in sospeso. L’opera godette di una buona fama ma ai giorni nostri sono state veramente poche le rappresentazioni. Eccovi la trama.

Inghilterra elisabettiana. I nobili della corte sono tutti riuniti in attesa del ritorno del generale Leicester, favorito della regina Elisabetta e vincitore sugli scozzesi; l’unico che non mostra segni di gioia è il nobile Norfolc. Leicester introduce i prigionieri e riconosce fra loro i figli di Maria Staurda: Enrico e Matilde si sono camuffati per poterlo seguire poiché quest’ultima è sposata segretamente con il generale. Una volta rimasti soli, Leicester rimprovera i due per il loro atto folle e Matilde replica che ha agito così solo per amor suo. Il generale, incapace di sopportare il peso della situazione, si confida con Norfolc credendolo un suo amico ma quest’ultimo lo tradisce e rivela l’intrigo a Elisabetta, che è una donna molto gelosa. La regina vuole una prova del tradimento di Leicester e perciò, di fronte alla corte e ai prigionieri scozzesi, gli offre la corona e la sua mano. La titubanza del generale e la malcelata gelosia di Matilde confermano i sospetti e la regina fa arrestare tutti e tre.

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All’alba vinceremo!

Sto scrivendo questo articolo-memorie con un miscuglio di emozioni. Faccio veramente fatica a distinguerle.

La prima è sicuramente il fatto che sentirmi chiamare “eroe” mi dà terribilmente fastidio.

Gli eroi sono altri, noi siamo persone umane, semplici cittadini che scelgono di mettersi a disposizione per un aiuto; con questo spirito c’eravamo prima e ci saremo anche dopo questa emergenza. Ci saremo sempre, tutti.

Come volontario di Protezione Civile presso RVE- Reparto Volo Emergenze, sono stato formato e addestrato anche “sul campo” su come affrontare un’emergenza: la frana, l’acqua, il fango, le macerie, la neve, etc. … qui però non c’è niente di tutto questo.

Stavolta il nemico è invisibile e potenzialmente non risparmia nessuno. Il suo nome è SARS COV 2, responsabile della malattia e dell’emergenza chiamate Covid19.
Partiamo dall’inizio: con la prima attivazione anche la mia associazione ha messo a disposizione le nostre tende, che abbiamo montato, nei primi giorni dell’emergenza, da adibire a pre-triage fuori dagli ospedali; un’altra struttura l’abbiamo, invece, montata per il ricovero di persone risultate positive al Covid 19. In associazione ci eravamo da tempo interessati di sanificazione, e in questa emergenza abbiamo anche sperimentato un possibile intervento sui treni, oltre che a mantenere sanificate le tende stesse. Con RVE stiamo dando supporto ad un’altra squadra di Protezione civile per la gestione del loro COC (Centro Operativo Comunale) attivo a Garda. Usciamo su attivazione, in piccoli gruppi e sempre facendo attenzione a tutte le regole previste.

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