Tra opera e antichità: la storia del Mausoleo di Augusto a Roma

L’edificio, imponente nel cuore della Città Eterna, cela una storia di trasformazioni e ruoli importanti

Dalla Storia, seppur granitica e perentoria, ci arrivano refoli di vita e soprattutto d’arte, che travalicano i secoli con un balzo leggiadro, trasportandoci indietro o avanti, se siamo capaci di trarne ispirazione. La Storia ci regala documenti, sculture ma anche edifici che, nonostante ci sembrino lontani dal nostro immaginario oppure sterili, privi di un racconto dietro di sé, acquistano invece nuova vita grazie alle mani sapienti e ai cuori emozionati delle persone.
È questo il caso del Mausoleo di Augusto, o Augusteo, situato in Piazza Augusto Imperatore a Roma. Di per sé si tratta di un monumento funerario, atto ad ospitare i resti del grande Augusto, colui che raddoppiò la grandezza dell’Impero Romano rendendolo il più forte di sempre e l’uomo dal cui nome (che acquisì tardi, e che significa “consacrato dagli àuguri”, ovvero “benedetto dai sacerdoti”) deriva il mese di agosto. Ma l’edificio non ha sempre e solo svolto tale funzione. Non si è certo fermato, pur nella sua immobilità.
Il geografo Strabone lo definì come “il più notevole tra i monumenti” nei suoi scritti, e la sua costruzione iniziò nel 28 a.C. Nel 14 a.C., poi, ospitò il corpo di Augusto. Di spiccato stile ellenistico, con un diametro che non ha eguali (87 metri), il Mausoleo è stato per secoli saccheggiato e devastato ripetutamente, ma non solo: ha infatti vissuto momenti di gloria e prosperità.

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Ph. Credits: Romano Impero