OperaLibera ed Operalife questo mese vi portano ad una serata memorabile di musica in Provenza, ad Orange.
“(…) nome non gli so dare / e non so affatto come farlo / se tale non lo so finire, / che non s’è mai visto nulla di fatto in questo modo da uomo né da donna in questo secolo né nell’altro che è passato”
Raimbaut d’Aurenga, vissuto fra il 1140 ed il 1173 circa, si struggeva con questi versi chiedendosi cosa fosse l’amore, trovatore ma anche signore d’Orange, poeta sofisticato ed ermetico, è a lui che pensiamo accostandoci a questa nuova produzione del Chorégies d’Orange 2025. Il trovatore appunto, di Giuseppe Verdi, per una sola e meravigliosa serata ha risuonato nel mastodontico Teatro Antico di Orange, quello che il Re Sole definì il più bel muro di Francia. L’opera viene proposta in forma di concerto ma è resa molto più godibile è spettacolare grazie ad un sapiente uso delle luci, a cura di Vincent Cussey, che sottolineano ed esaltano la monumentale scaenae frons tipica del teatro romano e qui splendidamente conservata. Per ogni quadro viene poi proposta un’immagine video proiettata che gioca e riprendere i volumi, le colonne, le linee ed i colori dell’elaborato monumento. Non da meno sono gli artisti che non si limitano ad un canto statico e frontale ma accennano movenze e intenzioni sempre in perfetto accordo con quanto cantato. Una menzione va anche agli splendidi abiti, soprattutto del versante femminile del cast, non solo eleganti ma vistosamente teatrali ed efficaci per riempire l’immenso palco del Teatro Antico.
Il trovatore è, tra le verdiane, opera di grande difficoltà vocale, e, sotto il cielo stellato della piccola cittadina provenzale, abbiamo avuto la fortuna di ascoltare un cast di grandissimo prestigio.