Cari melomani, come sempre vi do il benvenuto su queste pagine che raccontano la Storia attraverso l’Opera Lirica. Spesso accade che i libretti dei melodrammi si ispirino a opere loro contemporanee che narrano di fatti storici più o meno romanzati, ma l’opera di cui vi scriverò in questo articolo mi porterà a parlarvi più del folklore che della storia, che in minima parte è presente. “Il Franco cacciatore”, “Der Freischütz” in lingua originale, è un dramma lirico del tedesco Carl Maria von Weber su libretto di Johann Friedrich Kind, andato in scena per la prima volta il 18 giugno 1821 nella sala concerto Konzerthaus di Berlino. Eccovi la trama!

L’azione si svolge in Boemia, poco prima della fine della Guerra dei Trent’anni. Siamo all’esterno di una locanda dove si è appena svolta una gara di tiro al bersaglio: Kilian, un giovane contadino arricchito, ha sconfitto Max, un guardacaccia considerato il miglior tiratore del luogo. La folla esalta il vincitore mentre Max avvilito si sta per scagliare contro Kilian ma viene fermato da Kuno, il guardaboschi, accompagnato dal cacciatore Kaspar. Quest’ultimo suggerisce allo sconfitto di recarsi nella foresta e implorare l’aiuto di uno stregone ma viene dissuaso, per il momento, da Kuno. Max è anche preoccupato per la sfida dell’indomani, indetta dal principe, la cui posta consiste nella successione nel ruolo di guardaboschi oltre che nella mano Agathe, figlia di Kuno, di cui Max è già il fidanzato. Nel frattempo nel villaggio c’è aria di festa e mentre tutti ballano, Kaspar mostra a Max dei proiettili stregati e gli dice di incontrarlo in un luogo segreto a mezzanotte. Il secondo atto si apre nella casa di Agathe che è preda di sinistre sensazioni, poco prima un quadro le è caduto sulla testa ferendola. La giovane racconta tutto a Max che apprende che il fatto è avvenuto quando lui ha provato i proiettili magici ma non dà peso alla cosa e si congeda frettolosamente dalla fidanzata. Nel frattempo Kaspar evoca il demone Samiel al quale ha venduto l’anima.

 

 

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