OperaLibera e OperaLife questo mese vi portano in un meraviglioso giardino fiorito che sorge sul palco dell’Arena di Verona: stiamo parlando dello spettacolare “Barbiere di Siviglia” firmato da Hugo de Ana.

“Nulla è più figlio dell’arte di un giardino.” Così scriveva Walter Scott, e questa affermazione è ancora più vera se al giardino si somma la più perfetta musica, ossia quella di Gioachino Rossini e del suo capolavoro del 1816: “Il barbiere di Siviglia”. Lo spettacolo, firmato per regia, scene, costumi e luci da Hugo de Ana ha debuttato in arena nel 2007 e non ha perso, negli anni, nulla del suo fascino e della sua freschezza. Ci troviamo in un giardino del settecento con grandi siepi dal taglio geometrico, sormontate da gigantesche rose rosse. Un mondo che fa apparire i protagonisti quasi come i nani delle fantasie bamboccianti di Faustino Bocchi e contemporaneamente strizza l’occhio alle leggere favole Disneyane, su tutte quella di “Alice nel paese delle meraviglie”. Curate le movenze dei singoli, studiatissime le luci che suggeriscono un senso di sogno; tante le trovate che si susseguono sul palco e tengono desta l’attenzione del pubblico. Fondamentali, in questo senso, anche le riuscitissime coreografie pensate da Leda Lojodice che animano in più momenti il palco con una miriade di comparse. Preziosissimi, colorati e fantasiosi i costumi che guardano alla moda del secolo dei lumi ma con sgargianti colori pop. Uno spettacolo visivamente appagante che speriamo possa accompagnare, dopo sei stagioni e trentacinque rappresentazioni, per molti anni ancora le estati areniane.

 

 

 

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