Nel nostro viaggio alla scoperta della Storia attraverso l’Opera Lirica abbiamo incontrato drammi molto conosciuti al giorno d’oggi e altri che sono quasi scomparsi dai palinsesti attuali. L’opera che mi propongo di raccontarvi fa parte della seconda categoria. “Elisabetta al castello di Kenilworth” è un’opera del bergamasco Gaetano Donizetti su libretto di Andrea Leone Tottola, andata in scena per la prima volta, con il nome di “Il castello di Kenilworth”, al Teatro San Carlo di Napoli il 6 luglio 1829, in occasione dei festeggiamenti per il compleanno della regina Maria Isabella di Borbone-Spagna. Esploriamo la trama!

Nel primo atto ci troviamo al Castello di Kenilworth residenza del conte di Leicester. Qui è in visita la regina Elisabetta I d’Inghilterra che ha una particolare predilezione per il conte, il quale nasconde alla sovrana di essere sposato con Amelia. L’uomo è diviso tra l’amore per la moglie e le sue ambizioni, l’essere il favorito della regina potrebbe aprirgli molte porte. Mentre il conte riceve Elisabetta, Amelia deve essere nascosta con l’aiuto di Lambourne; invece, lo scudiero Warney segretamente desidera conquistare il di lei amore. L’atto si chiude con l’arrivo della regina e la sua corte.

Il secondo atto ci porta a scoprire che Leicester prova dei rimorsi per come ha trattato la propria moglie e cerca di tranquillizzarla, non cederà alle lusinghe della regina. Amelia è rinchiusa in una stanza remota del castello e qui riceve le attenzioni di Warney, che rifiuta, suscitando l’odio dell’uomo che programma di ucciderla. La donna fugge dalla sua prigione e trova rifugio nei giardini del castello dove incontra la regina Elisabetta, alla quale confida le sue pene d’amore. La sovrana va su tutte le furie e fa catturare Amelia dalle sue guardie con sommo sgomento di Leicester.

 

 

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