Le programmazioni dei nostri teatri sono davvero così ricche di proposte non solo di danza tout court, ma di balletti classici veri e propri? La risposta è difficile da dare, dal momento che in Italia le Fondazioni lirico-sinfoniche (vale a dire gli ex Enti lirici) che possiedono, ancora, un corpo di ballo stabile sono attualmente tre+due: Milano, Roma, Napoli + Palermo e Verona (in particolare, in queste ultime due città sono pochissimi gli elementi fissi – ossia a tempo indeterminato – e, di conseguenza, questi corpi di ballo sopravvivono, a seconda delle necessità delle produzioni, attraverso i danzatori “aggiunti”). In stati come Francia e Germania i corpi di ballo sono più di 60, ma in Italia – a causa di una politica nefasta – si è arrivati perlopiù all’esternalizzazione delle produzioni di ballo proprio laddove nella maggior parte dei casi, fino circa agli anni Novanta, un corpo di ballo c’era. È il caso, per esempio, della Fenice di Venezia, del Regio di Torino o del Petruzzelli di Bari, ma soprattutto delle compagnie del MaggioDanza di Firenze (sciolta vergognosamente nel 2015) e del Comunale di Bologna (tra le prime a cessare).
La soluzione non è di certo dietro l’angolo, e non si sta facendo abbastanza per capire come intervenire nella maniera più corretta, ammesso ce ne sia una. Quello che è evidente, però, è che il pubblico di danza non è mai scomparso, anzi, non manca a riempire i nostri teatri proprio quando lì sono programmati, soprattutto, i grandi titoli del repertorio classico. Nei principali teatri, per farne un esempio, una recita di “Bella addormentata” o de “Il lago dei cigni” sarà gremita di gente. Provare per credere. Il pubblico italiano, che è pagante, ama il balletto e – in un certo senso – lo pretenderebbe nei propri teatri, se ci fosse. Nell’appena trascorso periodo natalizio, importanti produzioni di “Schiaccianoci” sono andate in scena in Italia registrando il tutto esaurito: la versione di Rudolf Nureyev alla Scala di Milano, quella di Paul Chalmer all’Opera di Roma (OperaLife ne aveva già parlato nel numero dello scorso gennaio), quella di Jean-Sebastien Colau al Massimo di Palermo e quella appena realizzata da Simone Valastro per il San Carlo di Napoli. Ma anche altri titoli hanno attirato il pubblico negli ultimi mesi. Il Balletto della Georgia diretto dalla grande étoile Nina Ananiashvili ha portato al Regio di Torino “Giselle”, con ospiti Maria Kochetkova e Daniil Simkin; il Tokyo Ballet è approdato al Comunale di Bologna con grandissimo successo, e al Teatro Filarmonico di Verona il Corpo di ballo dell’Arena, attualmente “riassestato”, è andato in scena con una nuovissima produzione de “Il lago dei cigni”.