Cari melomani, con questo mio articolo voglio parlarvi di un’opera che ci ha messo un po’ per affermarsi nei cartelloni dei nostri teatri lirici e che a oggi si trova spesso rappresentata. La nostra protagonista è: “Beatrice di Tenda” di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani andata in scena per la prima volta il 16 marzo 1833 al teatro La Fenice di Venezia. Iniziamo, come sempre, con la trama!

L’azione si svolge nel 1418 al castello di Binasco, presso Milano. Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, ha partecipato a un ballo, ma sfugge da tutti perché rendono omaggio alla moglie, Beatrice di Tenda, che considerano più potente in virtù del fatto che lui ha acquisito il titolo solo dopo averla sposata. I suoi cortigiani più stretti gli consigliano di liberarsi della donna in quanto il titolo di duca è ormai suo e soprattutto l’uomo dovrebbe temere i servi della donna che potrebbero complottare contro di lui. La scena viene interrotta dal suono di un’arpa e di canto, è Agnese, oggetto del desiderio di Filippo, che in lontananza canta una canzone d’amore. Filippo così si convince che è arrivato il momento di sbarazzarsi della moglie.

In scena compare Agnese che continua il suo canto di amore che è rivolto a Orombello al quale ha inviato una lettera anonima per attirarlo a sé. Orombello appare all’improvviso, ma è attratto solo dai suoni di una dolce musica, lui non sa che è stata Agnese a scrivergli la lettera mentre lei si convince che l’uomo si sia innamorato di lei. Anzi, Orombello le confessa di essere profondamente innamorato di Beatrice, la moglie del duca. Le aspettative di Agnese crollano, è furiosa e la sua tenerezza si trasforma in veleno tanto che minaccia di rovinare Orombello e Beatrice stessa.

 

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