Se c’è un personaggio della mitologia greca noto a tutti, quello è senza dubbio Eracle, meglio conosciuto nella forma latinizzata e italianizzata di Ercole. Il suo mito è complesso e meno lineare di quanto si possa pensare, ma quasi tutte le fonti concordano sulla sua nascita. Ercole è figlio della relazione clandestina tra il dio Zeus e la mortale Alcmena, il che lo rende un semidio. Quando Zeus desiderò Alcmena, ordinò a Helios, il dio del sole, di fermarsi nel cielo per tre giorni, così da avere più tempo con la donna. Zeus si travestì da Anfitrione, marito di Alcmena, e giacque con lei; ma Anfitrione tornò prima del previsto e si unì anch’egli con Alcmena. Così la donna fu fecondata due volte: dal rapporto con Zeus nacque Ercole, e da quello con Anfitrione, Ificle. Questa la nascita poco convenzionale di Ercole, ma perché non scoprire il suo mito attraverso le opere che i compositori hanno creato per mettere in musica le sue gesta? A questo proposito, ho selezionato cinque opere di particolare interesse.
Iniziamo con un’opera molto antica: “L’Ercole amante” di Francesco Cavalli, su libretto di Francesco Buti, rappresentata per la prima volta nel febbraio 1662 al Teatro delle Tuileries a Parigi. Siamo agli albori dell’opera lirica: il componimento fu commissionato a Cavalli dal cardinale Mazzarino per celebrare le nozze tra Luigi XIV di Francia e l’infanta di Spagna Maria Teresa d’Asburgo. La trama ruota attorno all’amore di Ercole per Iole. Pur essendo sposato con Deianira, il semidio si innamora di Iole, figlia del re Eutyro, rapendola e uccidendo l’uomo. Iole rifiuta Ercole, che cerca aiuto dalla dea Venere, mentre Era trama contro di lui. Iole è innamorata di Hyllo, figlio di Ercole, ma un malinteso fa credere che voglia uccidere il padre, e viene esiliata. Deianira, decisa a vendicarsi, fa indossare a Ercole una veste intrisa del sangue del centauro Nesso, credendo che lo riconduca a lei, ma in realtà lo uccide. L’opera si conclude con Ercole che ascende al cielo e le nozze tra Iole e Hyllo.