L’arte del cuore

 

Cari amici, cari lettori, sono tornata da voi oggi per mettervi davanti ad una mia riflessione degli ultimi giorni: cos’è che davvero amiamo del Teatro e dell’Opera lirica?

Questa domanda mi ha fatto pensare al fatto che da vent’anni la mia vita è immersa nel mondo del teatro, un mondo che amo talmente tale da non poterne fare a meno, rinunciando come molti artisti alla stabilità delle loro vite.

Credo che la grande forza del teatro sia prima di tutto raccontare un processo storico culturale; basti pensare che attraverso moltissime opere capiamo il reale sentimento di ciò che accadeva ai giorni in cui esse sono state scritte.

Un’altra cosa che mi affascina è la grande forza che trasmette l’opera, il balletto, la prosa, attraverso la capacità di raccontare storie immortali che non hanno una vera collocazione né nel tempo né nello spazio. Ecco perché rimangono sempre così vere e attuali.

Oggi viviamo vite molto frenetiche e, a volte, fermarsi davanti a un’opera d’arte, che sia un quadro o uno spettacolo teatrale, sembra quasi un’utopia, considerando la velocità con cui scorre il tempo. Ma non è forse proprio questo il momento giusto per entrare in connessione con noi stessi e con le emozioni che abbiamo assopito? L’arte, in fondo, non è forse l’espressione più alta di ciò che non siamo in grado di esprimere a parole e di ciò che siamo destinati a diventare? E se non fossimo in grado di toccare qualcosa di più infinito del nostro ego e della nostra realtà materiale, forse l’arte non esisterebbe, più forte dei nostri istinti, più intelligente della nostra mente e più profonda del nostro cuore.

 

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