In questi giorni mi è capitato spesso di confrontarmi in merito a dei sistemi che ho riscontrato all’interno del mondo del teatro.

Nell’ultima puntata del podcast abbiamo avuto modo di parlare con un critico musicale (andate ad ascoltarla su YouTube o Spotify), e parlare di alcuni temi mi ha fatto rendere conto che la maggior parte delle persone che lavorano, o sono addette al mondo del teatro, non li conoscono.

Dinamiche come: la potenza della politica all’interno dei teatri capace di far “saltare teste”, il classismo che hanno alcuni critici a decidere di andare o meno ad un festival solo perché, secondo loro, minoritario, decidendo così di non divulgare, ma di continuare una linea di omertà legato a settori così chiusi; o ancora aspetti finanziari legati al mondo del teatro (dalla legislazione alle normative), o le grandi leggi non dette delle agenzie liriche.

Mi sono chiesta dunque: che cosa stiamo divulgando?

Stiamo divulgando una trama d’opera, ma possiamo dire davvero che stiamo raccontando il vero mondo del teatro?

In otto anni di lavoro con OperaLife, siamo stati sempre una voce fuori campo, non dipendenti da nessuna istituzione e da nessuna idea politica condizionante.

I teatri negli ultimi anni hanno scelto di raccontarsi al pubblico con qualche backstage, con qualche intervista, ma il teatro è molto di più, e se fosse veramente raccontato per come è, potrebbe far invidia alle serie Netflix per trama e complessità.

Questo editoriale lo dedico a tutte le persone che vogliono raccontare il mondo del teatro; smettiamola di raccontare solo il bello, ma iniziamo veramente prima di tutto a scoprire cosa avviene davvero e poi a divulgarlo, perché altrimenti chi ci sta raccontando del teatro ci sta semplicemente raccontando ciò che si è imparato sui libri.

 

Alessandra Gambino

 

 

 

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