• EMOZIONE...

    EMOZIONE...

    "Ah, ridi, pagliaccio, sul tuo amor infranto! Ridi del duol, che t'avvelena il cor!" PAGLIACCI, RUGGERO LEONCAVALLO
  • PASSIONE...

    PASSIONE...

    "Entrava ella, fragrante, mi cadea fra le braccia. Oh! Dolci baci, o languide carezze" TOSCA, GIACOMO PUCCINI
  • TORMENTO...

    TORMENTO...

    "Mio superbo guerrier! Quanti tormenti, quanti mesti sospire et quanta speme" OTELLO, GIUSEPPE VERDI
  • AMICIZIA..

    AMICIZIA..

    "Ora che i giorni fuggir, ti dico: addio, fedele amico mio" LA BOHÈME, GIACOMO PUCCINI
  • AMORE...

    AMORE...

    "Sempre, sempre presso a te! Amami, Alfredo, quant'io t'amo!" LA TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI

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Cinque scenografie indimenticabili nell'Opera

L'Opera è un meccanismo teatrale complesso che ruota attorno a tre nuclei: musica, poesia e scena. Un regista che si appresta a mettere in scena un'opera poco può fare con i primi due: le parole e la musica sono oramai binomio inscindibile e non si contemplano modifiche di nessun tipo. Egli può quindi sbizzarrirsi, aiutato dallo scenografo, per quanto riguarda la messa in scena dello spettacolo: il carattere effimero di quest'ultimo nucleo fondamentale consente infatti continue riproposizioni, modifiche, aggiunte, purché non si vari l'operato di librettista e compositore.

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L'Opera: i primi passi

Non sapete cosa consigliare ad un amico per avvicinarlo a questa bellissima realtà? Oppure siete capitati qui perché alla ricerca su come approcciarvi e su che spettacoli andare a vedere? Cercheremo di aiutarvi partendo dai piccoli passi: vi sconsigliamo all'inizio Opere da 4 ore ca. come Aida e Carmen... è come usare una Ferrari alla 1a guida col foglio rosa; giusto per darvi un'idea.

Partiamo dalle "sfrizionate" (#arie). Generalmente la parte più famosa di un'opera è sempre un'aria di uno dei protagonisti. In un'opera vi sono molte arie che generalmente sono cantate da un singolo. Famosissime le versioni dei Tre Tenori (Pavarotti, Domingo, Carreras) de: "Nessun Dorma" da "Turandot" di Puccini; "E Lucevan le stelle" da "Tosca" opera sempre Pucciniana; "Vesti la Giubba" da "Pagliacci" di Leoncavallo. Celebre anche "La donna è mobile" da "Rigoletto" di Verdi. E per baritono? Ovviamente "Largo al Factotum" da "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini; il "Toreador" da "Carmen" di Bizet ed il "Te Deum" da Tosca.

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La Gioconda Pt.2

[...] Siamo nella Ca’ d’Oro, splendida residenza di Alvise Badoero. L’uomo è fuori di sé, la sera prima ha perso per un soffio la possibilità di stanare i due amanti. Laura è stata fatta fuggire da Gioconda ed egli non è quindi riuscito a mettere le mani né su di lei né sul giovane Enzo. Tale affronto va pagato a caro prezzo, chi tradisce un Badoero non può sperare pietà. Ma il nobile decide di non sporcarsi le mani, sarà proprio la sua “gentile” consorte a togliersi la vita. Egli convoca quindi la donna, fingendo indifferenza e con ironia accenna al suo tradimento; poi con ira estrema intima alla donna di confessare, le porge una boccetta di veleno e le ordina di suicidarsi. Laura è disperata, ma prima che una canzone di gondolieri udita da lontano finisca, ella deve bere da quella boccetta; tale e l’ordine del marito che, una volta dettato il suo volere, abbandona la stanza.

In quel momento sopraggiunge Gioconda, ancora una volta venuta a salvare la donna, con in mano una boccetta di un potente sonnifero. La donna riesce a convincere Laura a bere e fugge via, sconvolta di quanto è riuscita a fare per amore di Enzo.

Quando Alvise rientra vede Laura priva di sensi, la boccetta vuota e si convince che la donna sia morta.

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L’Opera e i giovani, una scoperta senza fine

Negli ultimi anni, il mondo dell'Opera sembra essere attraversato da un grande dilemma: come avvicinare i giovani? Come può, uno spettacolo molto spesso più che centenario interessare le nuove generazioni, abituate ad un mondo in continua trasformazione che non sembra lasciare spazio alla noia e alla pazienza? Che il pubblico sia cambiato, è un dato di fatto: si è abituati alla tecnologia, alla velocità, e ciò che è diverso dal proprio modo di vivere spaventa. Se fino a cento anni fa il pubblico di tutte le età godeva della musica lirica quasi quotidianamente, lo stesso non si può dire di oggi; l'opera appare come un universo a sé, lontano dalla nostra vita e spesso lasciato a quei pochi eletti che se ne intendono e che riescono a capire cosa hanno davanti.

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