Un'Aida razzista?

Tamara Wilson è un soprano statunitense che calca i palcoscenici dal 2007. Molto apprezzata per le sue interpretazioni di eroine verdiane e vincitrice del premio Richard Tucker nel 2016, è stata scritturata per interpretare Aida all'Arena di Verona.
Tre serate, il 21, 24 e 28 luglio, che hanno portato la Wilson e l'allestimento dell'Opera sui giornali e sui social, non come siamo abituati con critiche e recensioni positive o negative, ma con le polemiche sulla “colorazione” degli artisti.

Come ben sappiamo Aida, protagonista dell'omonimo Opera di Verdi, è una principessa etiope, quindi di pelle scura. Per ogni allestimento eseguito all'Arena, e soprattutto quando parliamo dell'attuale, ispirato a quello storico del 1913, qualora non ci fosse disponibilità di artisti di colore, i cantanti di pelle chiara hanno sempre aderito alla tradizione di farsi scurire in sala trucco.

La Wilson, dopo la rappresentazione del 21 luglio andata in scena normalmente, ha deciso di non rispettare la tradizione, affidando la sua decisione e le motivazioni dietro di essa al suo profilo Instagram. Prima in un video e poi in diversi post, la cantante ha espresso il proprio sconcerto e la propria indignazione verso la pratica del trucco, a suo dire mancante di rispetto verso gli artisti di colore, e assimilandola al cosiddetto “blackface”, cioè la pratica in voga negli Stati Uniti fino alla fine della segregazione razziale, di usare attori bianchi, opportunamente truccati, per presentare una versione caricaturale ed offensiva degli afroamericani.

Le affermazioni della Wilson, come detto prima, hanno avuto una forte risonanza non solo sui social, da cui sono partite, ma anche su altri media, nazionali ed internazionali. Molti giornali e telegiornali si sono interessati alla polemica, sebbene si siano concentrati più sull'artista che sulle motivazioni. Coloro che hanno criticato le parole della cantante, tra l'altro, hanno più volte evidenziato come sia loro opinione che le esternazioni della Wilson non siano frutto di un reale interesse alla situazione razziale, quanto un modo per attirare i riflettori su di sé.

La Fondazione Arena, e nella fattispecie la sovrintendente della stagione, e soprano, Cecilia Gasdia, si sono posti dapprima in una posizione di forte contrasto verso la cantante, arrivando a suggerire velatamente, secondo il quotidiano “La Stampa”, che ad un eventuale rifiuto dell'artista di andare in scena avrebbero potuto far subentrare in sostituto. Ma poi la situazione si è distesa, con la Wilson che si è esibita regolarmente il giorno 24 luglio, pur con un trucco alleggerito.

Situazione risolta? Forse no. In un post affidato ai social il giorno seguente, la cantante ha espresso il proprio punto di vista sulla serata, e seppur apprezzando il fatto che il trucco fosse meno scuro di quello del 21 luglio, ha criticato il costume che indossava, in quanto privo delle modifiche da lei richieste nei giorni seguenti, ed annunciando che continuerà nella sua battaglia.

Stasera sarà l'ultima serata per Tamara Wilson. Una serata speciale, in quanto per dirigere coro ed orchestra interverrà il Maestro Placido Domingo, uno degli eventi previsti per festeggiare i 50 anni dal suo debutto. La serata procederà tranquillamente o dovremo assistere ad un nuovo episodio di questo dramma nel dramma? Lo scopriremo solo andando allo spettacolo o leggendo il prossimo articolo!

Dario Medaglia

Ph. Credits Cassandra Key