L’amicizia tra Nietzsche e Wagner

Il rapporto tra Nietzsche e Wagner, nato a casa di Hermann Brockhaus – cognato del musicista, si trasformò ben presto in un’intensa amicizia che durò per più di sette anni. I due, tra cui nacque un sodalizio artistico-filosofico, erano alcuni fra i personaggi di maggior spicco e rilievo dell'epoca; capaci d'influenzare l'idea generale europea.

Tra Wagner e Nietzsche fin da subito scoppiò un'empatia fortissima, quasi fatale per il filosofo, poiché essi condividevano la stessa visione del mondo e dell'arte. Nietzsche aveva una vera e propria venerazione per l'amico musicista perché lo considerava il congiungimento tra etica e pathos, capace con la sua musica di dare voce a ciò che voce non aveva (come ad esempio la Natura). La teoria dietro al “superuomo” nietzschiano è, tra l’altro, molto vicina alla profonda introspezione psicologica wagneriana.

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Le anticipatrici della storia: Violetta, Carmen e Musetta

La figura della donna e la sua rappresentazione teatrale, così come artistico – letteraria, ha subito significative trasformazioni nel corso dei secoli. Prima di esplodere nel ‘900, possiamo constatare che, nel mondo dell’Opera, tre autori anticiparono i cambiamenti storici che ritroveremo poi nel XX secolo. Giuseppe Verdi, Georges Bizet e Giacomo Puccini portarono in scena “le donne del futuro” e qui prenderemo come esempio tre grandi personaggi femminili, simbolo del cambiamento: Violetta, Carmen e Musetta.

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Maria Callas, la Divina

Diva, divina, usignolo Maria Callas è uno dei soprani più famosi e controversi della storia della musica lirica.

Mary Ann Kalogeropoulou, al secolo Maria Callas, nasce nel 1923 a New York e raggiunge l’apice della sua carriera negli anni ’50. Grazie alle sue performance si guadagna i soprannomi di Divina e usignolo per la sua sorprendente vocalità. La Callas, infatti, era in grado di raggiungere sia i bassi da mezzosoprano sia gli acuti dei soprano di coloratura. Questa tessitura vocale rese praticamente illimitato il suo repertorio. Da Rossini a Verdi, l’usignolo era in grado di far rivivere sul palco qualsiasi personaggio, non solo per la vocalità sublime dell’artista, ma anche e soprattutto grazie alla sua eccezionale capacità interpretativa. Lo conferma Enrico Stinchelli che scrive «alle qualità vocali, non da tutti comprese e accettate, la Callas abbinava capacità sceniche e interpretative senza uguali: i suoi gesti, gli sguardi, ogni minimo movimento contribuivano a sondare la psicologia del personaggio».

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La Moda e l'Opera

Da molti anni nel nostro Paese si è rafforzata la “triat d’union” tra l’Opera e altre attività artistiche. Infatti oltre all’Opera, a “combattere spalla a spalla” per il Made in Italy , c’è la moda, che rende grande l’Italia in tutto il mondo.

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L'Arena di Verona, la culla dell'Opera

L’Arena è il simbolo indiscusso della città di Verona, che fin dall’antichità offriva ai cittadini svariate tipologie di spettacoli, tra i quali erano compresi anche i combattimenti tra gladiatori. La data della costruzione si pensa che possa risalire al I d.C., tra l’impero di Augusto e l’impero di Claudio, ma, a causa delle poche testimonianze, la datazione non può essere più precisa. Fu restaurata in seguito da Teodorico, re dei Goti, che la sfruttò come cava di pietre di marmo. Dal 1660 fu sede di spettacoli come la caccia dei tori. Possiamo trovare le prime opere solo a partire dal 1800, ma la prima vera “stagione lirica” fu inaugurata nel 1913. Dal 1913, quindi, divenne il più grande teatro lirico all’aperto del mondo.

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