Emozioni da palcoscenico Pt. 3

Eccoci ritrovati dopo qualche mese di fermo. Come spero sappiate con questa rubrica intendo portarvi esperienze e consigli dei professionisti. Spero vivamente che siano d'ispirazione e utili a voi quanto lo sono per me.

Il mese scorso durante le prove de "Il viaggio a Reims" (Rossini), al teatro filarmonico di Verona, ho avuto il piacere di conoscere l'amico Luigi Celani ,professione tersicoreo. Grazie al suo talento ed impegno, alla sua determinazione e passione è sicuramente un valido ballerino ed insegnante. Ho deciso appunto di approfondire che prima di arrivare ad interpretare certi ruoli bisogna studiare molto. Si può dire che la preparazione ad una esibizione può richiedere anche diversi anni.

 

Vi racconto un po' di Luigi e di come è arrivato ad interpretare ruoli di un certa visibilità. Bisognoso di colmare un vuoto e alla ricerca di uno sfogo, Luigi Celani si è innamorato della danza assistendo ai saggi di ballo della sorella maggiore. Provando ogni pomeriggio dopo gli studi e dopo la rottura di qualche oggetto (anche un tavolo), a 16 anni si è iscritto a scuola di danza. Tre anni più tardi il mondo del lavoro andò in cerca di lui (e non viceversa). Proseguì gli studi nella Scuola di balletto di Roma. Vanta interpretazioni come José in "Carmen Balletto" insieme a Raffaele Pagannini (Escamillo), "Il Lago dei Cigni" (Čajkovskij) o nel ruolo di Paolo (Paolo e Francesca) ne "La Divina Commedia Musical ".

Come potete notare ,Luigi, ha fatto della sua passione il suo lavoro, merito non solo della sorella "ispiratrice", o dei genitori appassionati di musica classica e opera lirica o della sua insegnante Franca Bartolomei (che tiene a ricordare), merito suo: è essenziale studiare anche quando si ha talento, anzi! proprio perché si ha talento è necessario uno studio più approfondito Tenacia, sacrificio, impegno, e passione: ecco gli ingredienti della ricetta per realizzare i propri sogni.
ballerinoLuigi non ha idea di che carriera avrebbe intrapreso se non avesse potuto fare il tersicoreo come mestiere. D'altro canto, ha dichiarato di aver capito, fin da subito, che la danza sarebbe stata il suo futuro "perché fisicamente ero molto dotato e gli insegnanti mi spronavano. Le porte si sono aperte e le strade spianate".
Cosa consiglia Luigi ai giovani artisti? "È fondamentale trovare una buona scuola sia tecnicamente, sia per i principi, sacrosanti, per intraprendere la professione; poi cercare lavoro e/o continuare gli studi".

Per concludere, cosa prova quando balla? "Agitazione ed adrenalina mescolati insieme. E forza! Ho sempre avuto di riuscire ad esprimere la forza quando ballo, unita all'eleganza". Mi permetto di aggiungere che,quindi, dovete vivere la disciplina artistica che studiate/praticate.


Massimiliano Mazza