Viva Verdi!

Con questa frizzante espressione vorrei cominciare a parlarvi di un qualcosa che mi sta molto a cuore... Iniziamo dal significato di questa frase; prima di tutto, se ci fossimo trovati al teatro Apollo di Roma, il 17 febbraio del 1859 alla prima di Ballo in Maschera, ci saremmo resi conto anche noi di un particolare anagramma racchiuso nel cognome del grande Maestro; ecco che, improvvisamente, oltre ad elogiare la figura di questo Genio, allo stesso tempo, saremmo stati in grado di esclamare “Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia!”.

La PATRIA, grande tema centrale in alcuni dei suoi primi titoli significativi (e non solo i primi per verità).

E’ impossibilie dividere Risorgimento, Romanticismo e melodramma nella storia dell’Italia dell’800; Verdi parla a tutti, al popolo, che per la stra grande maggioranza era analfabeta all’epoca: il suo Teatro funge da moderno Social Network, così lo definisce Paolo Gallarati. Vi è una grandissima propagazione di idee, idee che arrivano a tutti e per questo che Verdi fa da specchio ad un nuovo sentimento che inizierà a crescere sempre di più in questi anni, quello del Patriottismo.

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L'artista più amato del 2017

Abbiamo chiesto a voi, i nostri lettori, quale fosse stato l’artista che più avete amato nel 2017 e le risposte sono state tantissime, sia sulla nostra pagina Instagram sia sulle altre piattaforme.
Le risposte sono state molteplici ma un nome su tutti ha raccolto il maggior numero di voti. È stato toccante leggere il suo nome data la sua recente scomparsa, ahimè troppo prematura. Sicuramente avete già capito di chi stiamo parlando e quindi di quale sia il vincitore de "L'artista più amato del 2017".
Il suo nome è: DMITRI HVOROSTOVSKY.

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"Cos'è per te l'Opera?" Risponde un'appassionata

Sarà un moto del cuore? Ricordo una sera a Tesero a passeggio mano nella mano sentimmo una soave musica venire da lontano e la seguimmo e ci ritrovammo dietro al teatro. Si provava l’Aida ... ballerini, cantanti, maestranze, paesani, qualche sparuto turista come noi... il mio amore per l’Opera era nato molto prima sicuramente, accompagnato da una nonna pianista che però mi ha lasciato da bambina. L’Opera, quella con la O maiuscola mi crea emozione profonda, la sento con l’anima e con il cuore. Dove c’è il mio cuore lo sente e sono presa dalla magia!

Antonella Romano

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Teatro

Caro sì tetto a noi mostrasi,
con l’applausi egli noi riceve
e sol per egli è l’enfasi
di tutte le sue genti allieve.

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La Trilogia Da Ponte-Mozart: Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte

Non a caso tre capolavori in lingua italiana, non a caso un Genio... uno? Mi devo correggere, DUE geni per un sodalizio miracoloso: parlo della cosiddetta trilogia Da Ponte-Mozart, Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte.
Lorenzo Da Ponte, veneto di orginie ebraiche, grande librettista: ci troviamo in un periodo nel quale, le opere DOVEVANO avere libretto in Italiano; giunto a Vienna nel 1781 alla corte di Giuseppe II, inizia poco dopo questa fortunata produzione: nel 1786 Nozze, un anno dopo Don Giovanni e nel 1790 Così fan tutte. Provo a spiegarvi in due parole questo grande miracolo. Partiamo dalla genialità e dall’estrema varietà e modernità del testo: divertente, pungente, al tempo stesso può sembrare semplice e diretto ed è questo uno dei suoi grandi punti di forza! Sofisticato e ricco.. non dimentichiamoci poi l’aspetto comico e “piccante”!!!!
Mozart stesso, prediligendo il genere dell’Opera sopra tutti dà sfoggio di grande maestria; non saprei dire quale delle sue opere non manifesti questa completezza: si avvicina alle prime produzioni del genere all’etàdi 11 anni e sino alla sua morte (le ultime sono il Flauto Magico e La Clemenza di Tito) troviamo crescita, maturità, grande complessità formale e compositiva, arrivando a raggiungere davvero una sorta di perfezione. Amo definire così il teatro mozartiano perché porta innovazione e meraviglia.

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