Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino è uno degli eventi più prestigiosi riguardanti la musica lirica e sinfonica in Italia. Fondato nel 1933 da Vittorio Gui, il Festival è la prima manifestazione artistica musicale in Italia, tra le prime in Europa, assieme ai Festival di Beyreuth e Salisburgo.

Prende il nome dal Calendimaggio di Firenze, un'antica festa in cui si celebrava per tutto il mese l'arrivo della primavera. Per l'occasione, i giovani fiorentini cantavano i “maggi”, danzando e intrecciando fiori. I “cantamaggio” arricchivano le loro melodie con rifioriture e ritornelli, mentre i “maggiaioli” si esibivano in serenate. Era quindi un'occasione per tutta la città per esibirsi in canti, balli, musica, teatro, spettacolo, e da questo “maggio teatrante” prende vita, in tempi moderni, l'odierno Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Un richiamo al passato che non si preclude uno sguardo attento verso la contemporaneità.

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Cinque scenografie indimenticabili nell'Opera

L'Opera è un meccanismo teatrale complesso che ruota attorno a tre nuclei: musica, poesia e scena. Un regista che si appresta a mettere in scena un'opera poco può fare con i primi due: le parole e la musica sono oramai binomio inscindibile e non si contemplano modifiche di nessun tipo. Egli può quindi sbizzarrirsi, aiutato dallo scenografo, per quanto riguarda la messa in scena dello spettacolo: il carattere effimero di quest'ultimo nucleo fondamentale consente infatti continue riproposizioni, modifiche, aggiunte, purché non si vari l'operato di librettista e compositore.

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L'Opera: i primi passi

Non sapete cosa consigliare ad un amico per avvicinarlo a questa bellissima realtà? Oppure siete capitati qui perché alla ricerca su come approcciarvi e su che spettacoli andare a vedere? Cercheremo di aiutarvi partendo dai piccoli passi: vi sconsigliamo all'inizio Opere da 4 ore ca. come Aida e Carmen... è come usare una Ferrari alla 1a guida col foglio rosa; giusto per darvi un'idea.

Partiamo dalle "sfrizionate" (#arie). Generalmente la parte più famosa di un'opera è sempre un'aria di uno dei protagonisti. In un'opera vi sono molte arie che generalmente sono cantate da un singolo. Famosissime le versioni dei Tre Tenori (Pavarotti, Domingo, Carreras) de: "Nessun Dorma" da "Turandot" di Puccini; "E Lucevan le stelle" da "Tosca" opera sempre Pucciniana; "Vesti la Giubba" da "Pagliacci" di Leoncavallo. Celebre anche "La donna è mobile" da "Rigoletto" di Verdi. E per baritono? Ovviamente "Largo al Factotum" da "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini; il "Toreador" da "Carmen" di Bizet ed il "Te Deum" da Tosca.

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L’Opera e i giovani, una scoperta senza fine

Negli ultimi anni, il mondo dell'Opera sembra essere attraversato da un grande dilemma: come avvicinare i giovani? Come può, uno spettacolo molto spesso più che centenario interessare le nuove generazioni, abituate ad un mondo in continua trasformazione che non sembra lasciare spazio alla noia e alla pazienza? Che il pubblico sia cambiato, è un dato di fatto: si è abituati alla tecnologia, alla velocità, e ciò che è diverso dal proprio modo di vivere spaventa. Se fino a cento anni fa il pubblico di tutte le età godeva della musica lirica quasi quotidianamente, lo stesso non si può dire di oggi; l'opera appare come un universo a sé, lontano dalla nostra vita e spesso lasciato a quei pochi eletti che se ne intendono e che riescono a capire cosa hanno davanti.

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