Macbeth

Il Teatro Regio di Torino ha chiuso quest’anno la propria stagione con il Macbeth di Giuseppe Verdi, una delle opere che preferisco in assoluto, tra le più innovative, interessanti, ricche e complesse mai scritte.

La prima composizione risale al 1847 e stupisce per la modernità della partitura e dei temi trattati. Rispetto alla maggioranza delle opere del XIX secolo infatti, il dramma amoroso classicamente concepito non è presente; i protagonisti non sono il tenore ed il soprano lirico o di coloratura, bensì un baritono ed un soprano drammatico di agilità. Verdi non ci racconta la storia di due amanti ostacolati dalle proprie famiglie rivali, bensì delinea una trama di conflitti psicologici, di coscienze tormentate e di bramosia di potere che porta alla pazzia, all’annientamento e alla morte. Le tinte sono fosche, dominano sangue, violenza e soprannaturale.
Fu un’opera molto amata dal compositore, che infatti la riprese e migliorò nel 1865; egli amava molto Shakespeare, e dall’incontro con questo poeta sono nati i suoi più grandi capolavori: Macbeth, Otello e Falstaff.

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OperaLife al Teatro Regio di Torino!

OperaLife al Teatro Regio di Torino!

Un saluto dal magico Teatro Regio di Torino.

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Turandot: la paura d’amare

La mia recentissima trasferta genovese per assistere alla Turandot, mi ha spinto a qualche riflessione su quest’opera.

È indubbio che si tratti di una favola morale, di un’allegoria della vittoria della luce sulle tenebre. Essa va in scena per la prima volta nel 1926. Siamo reduci dalla prima, lacerante guerra mondiale; un conflitto che tanto sangue aveva versato e tanta era stata la speranza di liberare il mondo e di restaurare un nuovo ordine anti-monarchico e democratico.

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Le dichiarazioni d’amore più belle dell’Opera pt. 2

Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Frase banale, usata ed abusata in ogni dove ed in ogni situazione. Ma mai come in questo periodo mi sto accorgendo di quanto invece corrisponda a verità.

Ho incontrano occhi sordi, immobili ed impenetrabili come muri di cemento armato, ed occhi che parlano, che sembrano vivere di luce propria. Occhi dai quali non riesci a staccarti, perché senza il loro contatto ti senti persa. Occhi che hanno guizzi improvvisi, gioiosi, giocosi, ma sono capaci di profondità insondabili e disarmanti, che ti rivoltano dentro. Ed in casi come questi le parole sono un inutile fardello, un cercare di dare un nome, di catalogare qualcosa di ineffabile. Gioia a chi è capitato di incrociarli almeno una volta nella vita, indipendentemente dalla sorte che ha avuto quell’incontro.

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Le dichiarazioni d’amore più belle dell’Opera

La quasi totalità delle opere scritte dai compositori di ogni epoca e nazionalità ha come argomento l’amore; forse perché è intorno a questo sentimento che ruotano tutte le vicende umane. Amore sotto forma di innamoramento, ma anche amore figliale e genitoriale. In questo articolo, ed in altri che seguiranno, vorrei raccontarvi alcune delle dichiarazioni d’amore più conosciute, belle ed appassionate; di quelle che ogni ragazza, ancora al giorno d’oggi, amerebbe ricevere.

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