Falstaff o l'amara comicità

Attendevo da mesi l’approdo del Falstaff di Verdi al Teatro Regio di Torino, sia per la qualità dell’opera che per l’interprete principale, le cui gesta seguivo da un po’ di tempo: Carlos Álvarez.

La prima di questo capolavoro andò in scena il 9 Febbraio 1893 alla Scala; il compositore aveva quasi ottant’anni e si convinse a ritornare a comporre dopo un lungo silenzio. Invece di chiudere con la tragedia dell’omicidio-suicidio dell’Otello decise di chiudere con un’opera comica. Boito gli scrisse, quattro anni prima: “C’è un modo solo di finire meglio che coll’Otello ed è quello di finire vittoriosamente col Falstaff. Dopo aver fatto risuonare tutte le grida ed i lamenti del cuore umano finire con uno scoppio immenso d’ilarità”.

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Rossini val bene una Messa

Il 13 novembre 1868 moriva a Passy, nei pressi di Parigi, il grande compositore pesarese Gioachino Rossini.

Quattro giorni dopo, in una lettera per il suo editore Ricordi, Giuseppe Verdi propose di coinvolgere i più grandi musicisti del tempo per scrivere un Requiem in onore dell’illustre Maestro appena scomparso.

Tra mille difficoltà, polemiche e selezioni accanite, si arrivò alla rosa dei tredici prescelti a ciascuno dei quali venne affidata una parte della composizione: Antonio Buzzola- Requiem e Kyrie; Antonio Bazzini - Dies irae; Carlo Pedrotti - Tuba mirum; Antonio Cagnoni - Quid sum miser; Federico Ricci - Recordare Jesu pie; Alessandro Nini – Ingemisco; Raimondo Boucheron - Confutatis maledictis; Carlo Coccia - Lacrimosa e Amen; Gaetano Gaspari – Offertorio; Pietro Platania – Sanctus; Lauro Rossi - Agnus Dei; Teodulo Mabellini - Lux aeterna; Giuseppe Verdi - Libera me, Domine.

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Intervista a Devid Cecconi

Incontro il baritono toscano in un pomeriggio tiepido; mi viene incontro un ragazzone imponente ma che trasmette giovialità e simpatia al primo sguardo. Una persona semplice e alla mano con la quale inizio una torrenziale conversazione, che cercherò di riassumervi nelle prossime righe.

Devid, come ti sei avvicinato all’Opera?

Io ho sempre cantato, fin da bambino, mi è sempre piaciuto. Suonavo la tromba nella banda musicale di Campi Bisenzio, sono andato a scuola di musica per imparare a leggere lo spartito, ma ho sempre voluto cantare. Andavo a scuola di canto da una maestra di musica leggera, la quale un giorno provò a farmi cantare un’aria. Mi innamorai subito della lirica e decisi di andare a Prato per prendere lezioni dal Maestro Bettarini. Quando mi presentai davanti alla sua porta ero molto giovane, in pantaloni mimetica, canottiera e orecchino; sua moglie mi aprì e mi disse “Eh ma… qui si canta lirica!” Me lo ricordo ancora adesso…(e ride, ride sempre Devid, e di cuore).

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Lirica in jeans, giovani all’Opera

Più volte ho elogiato la Fondazione Teatri di Piacenza per l’intelligenza con la quale costruisce le proprie stagioni; negli ultimi anni infatti Il Teatro Comunale di Piacenza, in collaborazione con i Teatri di Modena e Reggio Emilia, è riuscito a mettere in scena opere anche poco rappresentate, come la Wally, oppure complesse vocalmente, come i Puritani, dotandosi di scene e costumi davvero molto interessanti, ma soprattutto di cast di solisti eccellenti e famosissimi a livello internazionale. Il pubblico ha sempre risposto presente, affollando palchi e platee e dimostrando di apprezzare gli spettacoli.

Adesso la novità introdotta per la stagione 2017/2018 è davvero lodevole. La televisione locale TeleLibertà ha deciso di ideare un programma chiamato “La lirica in jeans, giovani all’Opera”. Il giorno prima di ogni recita, dopo il consueto TG delle 19:30, andrà in onda un servizio speciale, condotto dal giornalista Marcello Tassi, dal dietro le quinte del Teatro Comunale di Piacenza.

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La magia del Festival Verdi

Sono stati due giorni stupendi. Parma in questo periodo dell’anno è in pieno fermento, l’eccitazione si respira nell’aria; nei caffè e nei ristoranti colmi di gente non si parla che di opera, teatro ed artisti. Ognuno ha la propria opinione, racconta la propria esperienza, gli spettacoli a cui ha assistito e soprattutto, il planning per la nuova stagione 2017/2018. Già, perché il bello consiste proprio in questo, condividere le esperienze con gli amici ed organizzarsi per incontrarsi in giro per l’Italia o all’estero.

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