Le dichiarazioni d’amore più belle dell’Opera pt. 2

Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Frase banale, usata ed abusata in ogni dove ed in ogni situazione. Ma mai come in questo periodo mi sto accorgendo di quanto invece corrisponda a verità.

Ho incontrano occhi sordi, immobili ed impenetrabili come muri di cemento armato, ed occhi che parlano, che sembrano vivere di luce propria. Occhi dai quali non riesci a staccarti, perché senza il loro contatto ti senti persa. Occhi che hanno guizzi improvvisi, gioiosi, giocosi, ma sono capaci di profondità insondabili e disarmanti, che ti rivoltano dentro. Ed in casi come questi le parole sono un inutile fardello, un cercare di dare un nome, di catalogare qualcosa di ineffabile. Gioia a chi è capitato di incrociarli almeno una volta nella vita, indipendentemente dalla sorte che ha avuto quell’incontro.

Non potevo quindi, in questo momento della mia vita, non continuare la nostra rassegna delle dichiarazioni d’amore nell’opera. Oggi parliamo di Gilda e del Rigoletto di Giuseppe Verdi.

La giovane è tenuta segregata dal padre, buffone di corte deforme, iperprotettivo nei suoi confronti; non esce mai di casa, ma il destino ha deciso di agire comunque per lei, imperterrito e beffardo.

Recandosi in Chiesa la Domenica infatti, la donna incontra un uomo che cambierà la sua vita.

Tutte le feste al tempio
mentre pregava iddio,
bello e fatale un giovine
s’offerse al guardo mio...
se i labbri nostri tacquero,
dagli occhi il cor parlò.

dichiarazioni4Non vi è dialogo tra i due, essi non possono o non osano parlarsi, ma ciò è comunque superfluo; le loro anime hanno già legato attraverso lo sguardo.
Gilda confessa a se stessa e a Giovanna il suo amore per il Duca:

Signor né principe ~ io lo vorrei;
sento che povero ~ più l’amerei.
Sognando o vigile ~ sempre lo chiamo.
E l’alma in estasi ~ gli dice t’a...

In quel momento l’amato irrompe nella stanza per completare l’ardente parola “t’amo

Purtroppo sappiamo tutti come andrà a finire la loro storia d’amore. La ragazza, anche se tradita, deciderà di sacrificare la propria vita per salvare quella dell’eletto del suo cuore.

Il genio di Verdi non risolve l’eterno dilemma dell’essere umano: ”Mi avrà amato veramente?” e lascia ad ognuno di noi l’interpretazione, la soluzione del comportamento del Duca. In lui prevale sicuramente l’aspetto libertino, ma forse per qualche istante ha amato davvero la povera Gilda. Quando la giovane viene rapita, egli apre per un istante il suo cuore: “cara fanciulla amata, ei che vorria coll’anima farti quaggiù beata”.

Quanto a lei, beh… fa l’errore che ognuna di noi ha sicuramente commesso più volte nell’arco della propria vita: ci crede. Crede che la bellezza che vede in quegli occhi sia un amore sincero, quando invece è solo il riflesso, il riverbero del proprio sentimento, troppo grande per essere contenuto ed imprigionato in una sola anima.

Samuela Solinas