La vita di un cantante lirico

La vita dei cantanti lirici appare, agli occhi di chi non conosce questo settore, radicata in usanze passate e grandi abiti d’epoca.

La vita di noi tutti è stata condizionata moltissimo dai nuovi mezzi di comunicazione come le email e i social network, Facebook, Twitter e così via, che permettono facilmente ad un teatro e ad un agente di comunicare tra loro da due parti del mondo differenti, creando così le possibilità di produzioni in terre lontane come l’Oman, l’Australia, le Americhe,…

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Enrico Caruso

Una voce cantava per me, non vedevo nessuno perché era il canto del grande Caruso che il mare l’aveva tenuto per sé.” Così Lucio Dalla nella canzone Napule ricorda Enrico Caruso, uno dei più grandi ed amati tenori della storia dell’Opera.


Nato a Napoli nel 1873, Enrico Caruso è considerato il capostipite dei tenori novecenteschi e punto di riferimento per moltissimi cantanti del nostro tempo. Grazie al timbro vellutato, alla potenza e alla profondità, la sua voce fu paragonata al suono del «violoncello» e apprezzata in tutto il mondo, tanto che divenne in pochissimi anni uno dei tenori più richiesti in assoluto. Il suo mito toccò l’apice della fama negli anni tra il 1903 ed il 1921, anno in cui purtroppo si spense a causa di un ascesso polmonare.

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Maria Callas, la Divina

Diva, divina, usignolo Maria Callas è uno dei soprani più famosi e controversi della storia della musica lirica.

Mary Ann Kalogeropoulou, al secolo Maria Callas, nasce nel 1923 a New York e raggiunge l’apice della sua carriera negli anni ’50. Grazie alle sue performance si guadagna i soprannomi di Divina e usignolo per la sua sorprendente vocalità. La Callas, infatti, era in grado di raggiungere sia i bassi da mezzosoprano sia gli acuti dei soprano di coloratura. Questa tessitura vocale rese praticamente illimitato il suo repertorio. Da Rossini a Verdi, l’usignolo era in grado di far rivivere sul palco qualsiasi personaggio, non solo per la vocalità sublime dell’artista, ma anche e soprattutto grazie alla sua eccezionale capacità interpretativa. Lo conferma Enrico Stinchelli che scrive «alle qualità vocali, non da tutti comprese e accettate, la Callas abbinava capacità sceniche e interpretative senza uguali: i suoi gesti, gli sguardi, ogni minimo movimento contribuivano a sondare la psicologia del personaggio».

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Luciano Pavarotti, il Mito

Luciano Pavarotti, scomparso nove anni fa a causa di un cancro, è considerato da alcuni il più grande tenore della musica italiana insieme ad Enrico Caruso. Nato a Modena nel 1935, grazie ad una tecnica perfetta ed al suo timbro di voce unico diviene famoso in tutto il mondo. Di lui Daniel Hicks scrisse sul New York Times: “Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali” e Carlos Kleiber “Quando Pavarotti canta, il sole si alza sul mondo”.

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L'Opera e il progresso: la ricerca di scenografie e regie nuove

 

L’Opera, oltre alla sua componente primaria – la musica-, comprende anche un importante fattore visivo: la scenografia.

Negli ultimi anni la ricerca di scenografie e regie nuove e all’avanguardia ha portato, sempre di più, i grandi palcoscenici a sperimentare cose audaci e mai viste. Su questo tema, ovvero la ricerca di attualizzare l’Opera attraverso regie e scenografie, vi sono numerose discussioni tra i melomani, molto spesso vicini alle scenografie classiche, mentre dall’altra parte troviamo registi e scenografi desiderosi di mostrare altre sfaccettature dell’Opera stessa. Tra questi due “fuochi” troviamo i cantanti, che spesso si trovano a cantare appesi o, ancora peggio, in posizioni realmente scomode nel punto saliente della vicenda.

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