Intervista a Paolo Fanale

Oggi abbiamo il grande piacere di intervistare il tenore Paolo Fanale, artista italiano che calca i palchi più importanti del mondo come il Royal Opera House, dove lo troviamo impegnato proprio in questo periodo.

1. Ripercorriamo un po’ la tua carriera: quando nasce il tuo amore per l’Opera?
Il mio amore per la lirica nasce da piccolino, da quando studiavo pianoforte nel Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Durante le lezioni ascoltavo questi cantanti nelle altre aule e più passava il tempo, più mi incuriosivano, così un giorno decisi che era giunto il momento di intraprendere gli studi. Mi rivolsi al mio insegnante di solfeggio che, casualmente, dirigeva un coro di aspiranti professionisti. Ho iniziato, quindi, cantando nel coro e poi dopo qualche mese lui stesso mi chiese di diventare il solista. Da qui è nata la mia grande passione.
Che poi, in realtà, io ho sempre cantato da solista, perché da piccolo mi affacciavo al mio balcone di casa a Palermo e come un pazzo cantavo a squarciagola... [Ride] sai com’è, l’istinto siciliano di comunicare con la voce.

2. Come hai iniziato a cantare e quando?
Non c’è mai stata una data di inizio perché io personalmente ho studiato poco. Ero più curioso che altro, quindi quando incontravo i cantanti, durante i viaggi o al conservatorio, non chiedevo quasi niente di tecnica ma più di sensazioni. Per esempio, se la mia sensazione nel prendere un acuto o nel girare un suono fosse quella giusta, perché di tecnica sì si può dire qualcosa, si può far percepire nella maniera esatta, però noi alla fine viviamo di sensazioni e quindi si può dire che ho iniziato a cantare da quando sono nato [ride], perché per me cantare è una cosa molto naturale.

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Intervista a Francesco Auriemma, Vincitore del Contest

Biografia
Francesco Auriemma è nato in provincia di Napoli il 31/01/1996. Appassionato di musica fin da piccolo, si appassiona all’opera man mano che sviluppa la voce. Il giovane Baritono, che attualmente sta terminando il suo ciclo di studi presso il conservatorio "San Pietro a Majella " di Napoli, ha vinto nel 2017 il 68° concorso aslico con il ruolo di Figaro nel progetto "operadomani". Ha cantato in numerosi teatri d'Italia (sociale di como, Ponchielli di Cremona, Regio di Parma, Arcimboldi di Milano) fino ad arrivare all’Accademia Rossiniana grazie alla quale debutta il ruolo Di Don Alvaro ne “Il viaggio a Reims".

1. Quando e come ti è nata la passione per l’Opera?

La mia passione per il canto non è nata subito. È con lo sviluppo della voce che ho scoperto questo dono e, abbinandolo alla mia passione per la musica, ascoltando le opere, prima su tutte il "Rigoletto", capii che il canto sarebbe stato il mio amore più grande.

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Intervista a Limmie Pulliam, vincitore del contest

BIOGRAFIA

Limmie Pulliam ha interpretato con la Lancaster Symphony Orchestra la "Messa da Requiem" di Verdi, con la Springfield Regional Opera l‘"Otello" ed ha debuttato "I Pagliacci" con la Vashon Opera.È apparso come solista tenore nel "Messia" di Handel con il Forum Sinfonia Orchestra della Finlandia e solista nella "Lord Nelson Mass" di Haydn con la San Angelo Symphony. Il signor Pulliam è stato anche solista di primo piano nel Winter Tour 2013 dell'American Spiritual Ensemble.
Limmie Pulliam, nativo del Missouri, si è formato con il famoso pedagogo Richard Miller. È anche un ex partecipante ai programmi per giovani artisti delle Cleveland Opera, Opera Delaware e Opera Memphis. È stato il vincitore nel 2012 della categoria artisti della Competizione Vocale della National Opera Association e, nel 2013, ha vinto il terzo Concorso Internazionale di Canto della Fondazione Marcello Giordano a Catania, in Sicilia. I prossimi impegni nella stagione 2018-19 includono il debutto con la Springfield Symphony Orchestra nella "Messa da Requiem" di Verdi, la prima mondiale di "Immortality" di Nicholas White con il Concord Chorale in celebrazione della loro 50° stagione ed il debutto alla Maryland Opera con l'”Otello” di Verdi.

DOMANDE

1. Quando e come hai iniziato ad amare l'Opera?

Sono stato introdotto all'Opera per la prima volta da adolescente, dalla direttrice del coro della mia scuola. Mi diede una registrazione di Luciano Pavarotti che cantava "Una furtiva lagrima" da L'Elisir D'amore di Donizetti e mi chiese di imparare la canzone.

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Intervista a Benjamin Bernheim

Siamo felici di intervistare Benjamin Bernheim, giovane tenore francese, già affermatissimo nel panorama lirico internazionale. Solo nell'ultimo anno ha collezionato una serie di grandi successi, dalla Bohème a Zurigo, Parigi e Londra alla Traviata a Berlino, dall'Elisir d'amore a Vienna al Faust presso la Lyric Opera di Chicago. Lo incontriamo mentre si trova nuovamente alla Staatsoper di Vienna per interpretare il ruolo di Tamino in “Il Flauto Magico”. A febbraio, tornerà al Teatro alla Scala per interpretare il ruolo di Alfredo in “La Traviata”.

1. Partiamo dal vero motore che ha dato inizio alla tua carriera: come nasce il tuo amore per l’opera? Quando hai capito che questo sarebbe diventato il tuo lavoro?

Sono cresciuto in una famiglia dove la musica classica e l'Opera in particolare erano molto presenti. Ho suonato violino e pianoforte e all'età di 10 anni ho iniziato a cantare nel coro giovanile del Conservatorio musicale di Ginevra. Non è stato amore a prima vista ad essere onesti, ma la magia è accaduta quando abbiamo cantato in una produzione della “Cavalleria Rusticana” e del “Pagliacci” al Grand-Théâtre di Ginevra. Lì ho sentito davvero che essere sul palcoscenico e fare effetivamente parte di uno spettacolo per il pubblico era qualcosa che amavo. All'epoca non sapevo che qualche anno dopo avrei voluto intraprendere una carriera professionale, sapevo semplicemente che è una vita speciale e fortunata essere circondati dalla musica.

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Intervista a Yusif Eyvazov

Yusif Eyvazov, tenore di fama internazionale che ha calcato i palchi più importanti del mondo con una cortesia ed un’umiltà fuori dal comune, è non solo un grande artista ma anche una grandissima persona. E oggi abbiamo il piacere, e l’onore, di intervistarlo.

1. Ripercorriamo un po’ la tua carriera: quando nasce il tuo amore per l’Opera?

Il mio amore per l’Opera è nato tardissimo, perché all’inizio volevo diventare un cantante pop!!!! Poi dopo ho scoperto un mondo bellissimo ed ho deciso che avrei voluto cantare solo l’Opera, ma non è stato così facile. Ad ogni modo, da lì è partito tutto.

2. Come e quando hai iniziato a cantare?

Ho iniziato in Azerbaigian, mia terra nativa. Ma poi ad un certo punto ho capito che per conoscere bene l’arte del bel canto devo andare via e vivere in Italia. E così ho fatto nel 1997, mi sono trasferito a Milano ed ho iniziato a studiare.

3. Raccontaci del tuo debutto: sensazioni, emozioni, paure, …

Ho debuttato solamente 8 anni fa nei panni di Mario Cavaradossi al Bolshoi di Mosca. Dire che ero emozionato è dire poco! Ero felice ma allo stesso tempo pieno di paure ... ovviamente! Poi è andata bene. Infatti pochi mesi dopo ho stabilito il record in quel famoso teatro. Avevo la recita alle 12:00, mi stavo preparando ed è venuto da me il direttore artistico dicendo che il tenore che doveva cantare Tosca la sera era malato. C’erano solo due soluzioni: o cancellare la recita di mattina e cantare così solo la sera, oppure cantare a tutte e 2... ho rischiato. Ho cantato Cavaradossi alle 12:00 e poi un’altra recita alle 19:00 ... gioventù pazza!
Ma nella storia di quel teatro questo è stato l’unico caso. Amo raccontare questa storia!

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