Intervista a Simone Piazzola

Siamo felici di intervistare oggi il nostro collega e amico Simone Piazzola, celebre baritono di fama internazionale.

1. Iniziamo con una domanda insolita, ma che riguarda un argomento che ti sta molto a cuore: credi che l’Opera debba entrare nelle scuole, abituando bambini e ragazzi all’ascolto?

Intanto comincio con il ringraziare OperaLife per questa intervista. Io credo che sia molto importante che l’Opera, la Prosa, la Musica, il Teatro e la Cultura in generale entrino nelle scuole, poiché è altamente probabile che le nuove generazioni si appassionino all’Arte. Io stesso, grazie a mia madre e per pura casualità, ho scoperto il mio amore per l’Opera. Non si può lasciare al caso tutto questo processo, e io stesso sono disponibile a collaborare, durante i mei periodi liberi da impegni, entrando nella scuole per far scoprire il mondo dell’Opera e credo che anche altri artisti, di prosa, ballo etc. siano ben disposti a farlo. Si potrebbero scoprire dei nuovi talenti, ma soprattutto si continuerebbe a nutrire il nostro pubblico con nuovi e giovani appassionati.

2. Spesso nei tuoi ruoli sei un padre come in Traviata, Simon Boccanegra... così come nella realtà. Quanto l’essere padre nella vita influisce sull’interpretare i tuoi personaggi?

Influisce molto il fatto di essere padre, perché avere un figlio ti porta a scoprire un amore puro ed incondizionato; io darei la mia vita, se fosse necessario, per il mio Diego. Quando nella vita si prova questo amore così viscerale è più facile trasmetterlo nei vari ruoli. Per questo molte volte mi commuovo mentre canto; come per esempio nel Simon Boccanegra oppure in Traviata. Essere padre sia nel Teatro che nella vita reale è una grande responsabilità.

bottone rosso scopri di più1

Add a comment

Intervista a Federica Lombardi

Oggi intervistiamo con molto piacere Federica Lombardi, astro nascente del panorama internazionale.

1. Ripercorriamo un po’ la tua carriera: quando nasce il tuo amore l’Opera? Come hai iniziato a cantare e quando?

Da piccola ero iscritta alla classe di pianoforte nell’istituto musicale della mia città e mia mamma racconta che, già a sette anni, tornavo a casa dalle mie lezioni esprimendo il desiderio di voler studiare canto. Ricordo che ero affascinata dalle voci dei cantanti provenienti dalle aule a fianco. A sedici anni poi ho deciso di iscrivermi alla classe di canto dello stesso istituto: da lì la mia passione per l’opera è diventata sempre più grande. Iniziai a comprare i primi cd e i primi spartiti e fin da subito sperai che fosse stato quello che avrei fatto nella vita.

2. Raccontaci del tuo debutto: sensazioni, emozioni, paure, …

Il mio debutto è stato nel 2014 dopo aver vinto il concorso AsLiCo per il ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart. Ero molto emozionata e allo stesso tempo molto felice che fosse arrivato il “fatidico giorno”! Mi ritengo fortunata perché fu per me un inizio ideale. Nel cast eravamo molti giovani e sono nate delle belle amicizie che durano tutt’ora. Durante l’anno precedente avevamo tutti partecipato a masterclasses mirate a farci arrivare ben preparati all’inizio delle prove, ma soprattutto ho avuto la fortuna di iniziare il mio percorso con un grande regista come Graham Vick che è stato una grande maestro per me e ha lasciato un’impronta fondamentale nella mia interpretazione dei ruoli mozartiani soprattutto. Potrei osare e dire di non aver provato paure, proprio perché la preparazione e il clima in cui eravamo avevano creato la situazione ideale. È stata quindi una grande gioia e per di più è lì che ho conosciuto il mio fidanzato, il direttore d’orchestra Jose Luis Gomez.

bottone rosso scopri di più1

Add a comment

Intervista al Maestro Ottavio Dantone

Siamo felici ed onorati di intervistare Ottavio Dantone, famoso clavicembalista e direttore d’orchestra, diventato nel tempo uno dei personaggi di spicco come interprete ed esperto di musica antica, grazie anche alla strettissima collaborazione con l’Accademia Bizantina, gruppo musicale del quale dal 1996 ne è direttore musicale ed artistico. In queste settimane Dantone è impegnato nella direzione della "Cenerentola" di Rossini al Teatro alla Scala di Milano.

1. Siamo sempre curiosi di partire dalle origini. Com’è nato il suo amore per la musica e soprattutto per la musica antica? Perché il suo strumento prediletto è diventato proprio il clavicembalo?

La mia formazione é stata assolutamente empirica dal momento che ho imparato a leggere e scrivere la musica da solo, tra i 4 e i 9 anni. Successivamente sono entrato nel Coro e nella scuola della Cappella musicale del Duomo di Milano, dove ho ricevuto le prime lezioni di Organo e Pianoforte e dove ho potuto ascoltare e praticare tanta musica polifonica. Questa esperienza ha contribuito già molto ad avvicinarmi alla Musica antica. A 14 sono entrato in Conservatorio nella classe di Organo, dove non perdevo occasione di intrufolarmi nelle aule di Clavicembalo per poter toccare per qualche minuto questo strumento che mi affascinava moltissimo. A 18 anni me ne sono costruito uno utilizzando un kit, e da allora il Clavicembalo non mi ha più lasciato. 

2. Nelle recenti esecuzioni handeliane del Rinaldo l’abbiamo visto coinvolto come maestro concertatore, direttore d'orchestra e al contempo clavicembalista. Quali caratteristiche musicali devono coesistere per affrontare questo duplice ruolo?

Se da un lato è necessario avere una certa esperienza in tutti gli aspetti che compongono una rappresentazione teatrale, dalla concertazione alla pratica del Basso Continuo, oltre alla particolare gestualità che caratterizza una direzione dal Cembalo, devo dire che affrontare un Opera dalla prospettiva di un componente dell’Orchesta può aiutare e agevolare una simbiosi sia con i strumentisti che con i cantanti.

Add a comment

Leggi tutto

Intervista a Paolo Fanale

Oggi abbiamo il grande piacere di intervistare il tenore Paolo Fanale, artista italiano che calca i palchi più importanti del mondo come il Royal Opera House, dove lo troviamo impegnato proprio in questo periodo.

1. Ripercorriamo un po’ la tua carriera: quando nasce il tuo amore per l’Opera?
Il mio amore per la lirica nasce da piccolino, da quando studiavo pianoforte nel Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Durante le lezioni ascoltavo questi cantanti nelle altre aule e più passava il tempo, più mi incuriosivano, così un giorno decisi che era giunto il momento di intraprendere gli studi. Mi rivolsi al mio insegnante di solfeggio che, casualmente, dirigeva un coro di aspiranti professionisti. Ho iniziato, quindi, cantando nel coro e poi dopo qualche mese lui stesso mi chiese di diventare il solista. Da qui è nata la mia grande passione.
Che poi, in realtà, io ho sempre cantato da solista, perché da piccolo mi affacciavo al mio balcone di casa a Palermo e come un pazzo cantavo a squarciagola... [Ride] sai com’è, l’istinto siciliano di comunicare con la voce.

2. Come hai iniziato a cantare e quando?
Non c’è mai stata una data di inizio perché io personalmente ho studiato poco. Ero più curioso che altro, quindi quando incontravo i cantanti, durante i viaggi o al conservatorio, non chiedevo quasi niente di tecnica ma più di sensazioni. Per esempio, se la mia sensazione nel prendere un acuto o nel girare un suono fosse quella giusta, perché di tecnica sì si può dire qualcosa, si può far percepire nella maniera esatta, però noi alla fine viviamo di sensazioni e quindi si può dire che ho iniziato a cantare da quando sono nato [ride], perché per me cantare è una cosa molto naturale.

bottone rosso scopri di più1

Add a comment

Intervista a Francesco Auriemma, Vincitore del Contest

Biografia
Francesco Auriemma è nato in provincia di Napoli il 31/01/1996. Appassionato di musica fin da piccolo, si appassiona all’opera man mano che sviluppa la voce. Il giovane Baritono, che attualmente sta terminando il suo ciclo di studi presso il conservatorio "San Pietro a Majella " di Napoli, ha vinto nel 2017 il 68° concorso aslico con il ruolo di Figaro nel progetto "operadomani". Ha cantato in numerosi teatri d'Italia (sociale di como, Ponchielli di Cremona, Regio di Parma, Arcimboldi di Milano) fino ad arrivare all’Accademia Rossiniana grazie alla quale debutta il ruolo Di Don Alvaro ne “Il viaggio a Reims".

1. Quando e come ti è nata la passione per l’Opera?

La mia passione per il canto non è nata subito. È con lo sviluppo della voce che ho scoperto questo dono e, abbinandolo alla mia passione per la musica, ascoltando le opere, prima su tutte il "Rigoletto", capii che il canto sarebbe stato il mio amore più grande.

bottone rosso scopri di più1

Add a comment