Aida: l’Egitto creato a Sant’Agata

AIDA.
L'opera egiziana di Verdi consacrata ad essere una tra le più famose, la Regina incontrastata all'Arena di Verona per numero di rappresentazioni, l'opera conosciuta comunemente per le grandi scene di massa e corali (la famosa Marcia Trionfale), ma amata anche per i momenti più intimi e mistici nello svolgersi della vicenda.
Ma perché Verdi ebbe l'idea di scrivere un'opera così diversa, esotica, con una trama collocata in un'epoca così antica e remota? In realtà lo stimolo arrivò da una fonte inaspettata. Nel novembre del 1869 il Kedivè d'Egitto Ismail Pascià aveva finanziato la costruzione di un nuovo teatro al Cairo, e la sua inaugurazione sarebbe coincisa con i festeggiamenti per l'apertura del Canale di Suez. Grande ammiratore di Verdi, lo invitò a comporre un inno inaugurale e il compositore, fedele alle sue regole di non scrivere musica di circostanza, declinò. Dopo, quindi, aver inaugurato una stagione operistica con Rigoletto, il Kedivè sperava, per l'anno successivo, in una nuova opera ambientata nell'Antico Egitto.

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Strumenti musicali: Assi di legno o maestosa follia?

C’è la credenza che uno strumento musicale sia fatto da 4 assi di legno ed un paio di viti. Oppure l’esatto contrario: tutti gli strumenti sono degli Stradivari troppo costosi o troppo difficili da suonare. In realtà non esistono strumenti più o meno facili da suonare: esiste solo la voglia di studiare. #timetopractice.

Esistono infiniti tipi di strumenti: alcuni sono vere e proprie icone della liuteria tipo Il Cremonese di Stradivari o la Fender Stratocaster, altri invece non sono così tradizionali tipo: violini elettrici, violini a 5 corde o costruiti con legni particolari tipo l’ulivo, a differenza dei classici acero e abete. Ma pensate che a suo tempo non esistevano né spalliera né mentoniera. Perché questo? Perché qualcuno ha messo in moto “il criceto” e ha ottenuto qualcos’altro, per esempio l’archetto usato oggi esiste “solo” dal ‘700. Ciò che è un classico oggi, ieri era una novità. È necessario sperimentare, l’ipse dixit va abolito. E in orchestra se ne vedono di tutti i colori: da strumenti molto simili al Martello di Thor-Mahelr, alle trombe egizie di Aida. Esperimenti falliti? Non direi.

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Oscar della Lirica: Vincitori ed Ospiti dell'edizione 2019

Ben tornati lettori, oggi vi parlerò dell'idea di Alfredo Troisi, che nel 1995 creò, gli INTERNATIONAL OPERA AWARDS “OPERA STAR” (Gli Oscar della Lirica).

Gli Awards sono nati per valorizzare e per contribuire al rilancio della Musica Lirica, alla diffusione dell’Arte del Canto e dell’Opera che è innanzitutto disciplina di vita e di cultura, scuola di sacrificio e di impegno, di studio e dedizione costanti. Il Premio, nato il 31 agosto 2010 all’Arena di Verona, ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, ed ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero del Turismo, del Ministero della Gioventù e del Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione. Il Premio consiste in una pregiata scultura realizzata dallo scultore orafo Alberto Zucchetta ispirata alla Nike di Samotracia, simbolo della vittoria. I Premi Speciali (Golden Opera) sono stati realizzati da Progetto Arte Poli.

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La grande Messa da Requiem di Giuseppe Verdi

…nessun momento nel Requiem è futile, falso o frivolo. Ciò che appare così passionale e sensuale nel Requiem di Verdi deriva dalle tradizioni emotive della sua gente e gli italiani hanno tutto il diritto di poter parlare a Dio nella loro lingua!

Sono diverse le opinioni circa la grande messa scritta da Giuseppe Verdi per “l’anniversario della morte di Alessandro Manzoni”...
Queste che avete appena letto sono le parole del critico austriaco Eduard Hanslick, a prova della totale approvazione sul lavoro del Maestro bussetano, in netta contrapposizione al parere di Bülow, invece, sprezzante e tagliente: pianista, direttore tedesco e convinto sostenitore wagneriano, entrò in forte polemica con alcune testate giornalistiche milanesi dell’epoca a causa di ferventi titoli ed articoli “pro Verdi”, innescando così un acceso scambio di opinioni in merito alla musica italiana di quel tempo rispetto a quella tedesca, appunto… dibattiti che conosciamo bene…

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Arte: bene sociale o puro egoismo?

L’arte è linguaggio dell’anima, il modo più diretto per esprimere i sentimenti e molto altro ancora. Concretamente, però, se imbratto un muro è arte? Magari per me no, ma per qualcun altro si. È questo il bello ed il brutto di qualcosa che non puoi circoscrivere. Ecco cos’è l’arte, una forma di espressione soggettiva.

Oggi, però, rifletto sulle implicazioni che ci sono per chi sceglie di fare parte di questo mondo. Siamo sempre insoddisfatti di noi stessi e della nostra arte, perché ci bombardiamo di domande come “ma se avessi fatto così… se avessi cambiato colà”, molti “se avessi” sparsi nelle nostre opere, molti dubbi e tanti timori, ma ancora più dei dubbi pesa il rimanere incompresi. Non ci accontentiamo mai, vogliamo sempre di più (in certi casi è costruttivo, in altri proprio il contrario), desideriamo che la nostra voce sia sentita per come è realmente. Quei pochi che capiscono la nostra arte o non sono abbastanza o non sono quelli che vorremmo che fossero. Insomma, è tutto un gran circolo vizioso!

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