Francesca Caccini, una donna all’opera

Donne compositrici? Queste sconosciute. Bisogna ammettere che, ancora oggi, non è molto usuale sentirne parlare.
Nell’universo musicale i nomi femminili tra i compositori non sono molto noti e soprattutto sono spesso trascurati. Solo gli intenditori più ricercati e gli studiosi più attenti possono citarne alcuni, anche se il numero invece è ben nutrito. Sarà forse stata la condizione socio culturale femminile nei secoli scorsi, che ha penalizzato la donna anche in questa forma sublime di conoscenza.
Alle donne il compito di allevare i figli, di curare la casa, a volte anche di suonare uno strumento ma solo per diletto. Lo studio della musica e della composizione era riservato davvero a poche.
Eppure è vissuta in Italia una donna, musicista, cantante e compositrice che, pensate, nel 1614 divenne persino la più pagata alla corte medicea. Sapendo che la sua vita e il suo lavoro sono sconosciuti ai più, voglio raccontarvi la sua storia.

Non ci sono certezze sulla sua data di nascita (così come su quella di morte) ma Francesca Caccini, chiamata anche Francesca Signorini, Francesca Signorini-Malaspina, o Francesca Raffaelli, soprannominata La Cecchina, si presume sia nata il 18 settembre del 1587 a Firenze.
Nasce nella corte Medicea, primogenita in una famiglia di musicisti: il padre, Giulio Caccini, musico di corte, cantante e compositore; la sorella, Settimia, cantante; la madre, Lucia Gagnolanti, è definita valente cantatrice d’ignoto casato.
Si sa, la corte Medicea viene ricordata per la magnificenza degli spettacoli e per la vivacità culturale che incoraggia. Firenze inoltre è la culla delle nuove forme del dramma musicale in quegli anni, quindi la nostra Cecchina vive sicuramente in un contesto culturale e musicale molto stimolante.
Perché Francesca Caccini rappresenta una vera eccezione per i suoi tempi? Solo gli uomini potevano divenire Maestro di Cappella o Maestro di corte. È nei conventi o nelle famiglie di musicisti che le donne vengono iniziate ad una istruzione musicale che va oltre il vezzo e il passatempo consono alle fanciulle. Inoltre la maggior parte dei manoscritti e anche molte delle prime pubblicazioni musicali del 1500 e del 1600 rimasero anonime: soltanto alla fine del 1600 le donne cominciarono a firmare le proprie opere.
Risultati immagini per francesca CacciniNel 1600, all’età di 13 anni, la Caccini ha fatto la sua prima apparizione in pubblico come cantante in un’opera di suo padre L’Euridice, alla grande cerimonia di nozze di Maria de’ Medici ed Enrico IV di Francia. La sua bravura e il suo modo di presentarsi al pubblico hanno catturato l’interesse del Re francese che tempo dopo le ha offerto di diventare musicista alla sua corte. Tuttavia, Francesca non poté accettare per via di una obiezione da parte del Duca di Firenze.
Oltre a distinguersi come cantante, viene istruita dal padre alle lettere; scrive poesie in latino e in volgare, apprende le lingue straniere: canta in francese e in spagnolo. Apre una scuola di canto e dal 1619 già si parla delle sue discepole; è un’abile strumentista e all’età di diciotto anni inizia a comporre. Inizia a musicare le poesie di Michelangelo Buonarroti il Giovane, pronipote del Grande Michelangelo, il quale ricevette spesso dai Medici l’incarico di scrivere libretti per musica con Francesca Caccini. Collaborarono insieme per anni, legati da una grande amicizia, documentata da una fitta corrispondenza.
Attivissima collaboratrice negli spettacoli di corte, come esecutrice di musica sacra e profana, nel 1607 entra ufficialmente nell’organico di corte e diventa la musicista più pagata: passa dai 10 ai 20 Scudi mensili!
La Caccini scrisse madrigali, ballate, variazioni, musica per voce, e la prima opera melodramma composta da una donna: La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina su libretto di Ferdinando Saracinelli e Ludovico Ariosto del 1625. Questa fu una delle sue composizioni più importanti per la quale la identifichiamo ancora oggi come prima compositrice femminile d’opera oltre che una delle compositrici più prolifiche del suo tempo. In quegli anni si scrive di lei «Qui ella è udita per meravigliosa e senza contraddizione, et in pochi giorni la fama sua è sparsa». Questo ci garantisce che fu una donna sicuramente di grande talento, un talento riconosciuto da tutti e molto apprezzato.
Neanche sulla sua morte si hanno notizie certe, si sa che dal 1640 non è più ricordata come vivente. Nonostante la fama ed il successo di cui si è detto già, nel 1700 la Cecchina cade nell’oblio, rotto nel 1847 da un articolo pubblicato nella Gazzetta Musicale di Milano e da successivi studi storici e filologici.
Questa è la storia di una donna che, secoli or sono, ha dedicato la sua vita all’arte, alla musica e all’insegnamento anche quando era impossibile farlo per il semplice fatto di essere una donna. Una donna fuori dal suo tempo definita anche “fiera et irrequieta” perché ha saputo rendersi indipendente grazie all’amore per il suo lavoro. Una donna che merita di avere un posto nella memoria e nella storia.

Anna Leonardi